Sicurezza, Milano perde 276 poliziotti

Il Coisp: «Così andiamo sotto di 600 unità». Orlando Minerva (Siulp): «Anche con i rinforzi previsti ne mancano ancora, se poi vanno via...»

Che in materia di sicurezza il governo operi con poca lungimiranza è ormai un dato di fatto. Tanto per fare un riassunto delle «puntate precedenti», ricordiamo che il sindaco Letizia Moratti aveva chiesto 500 poliziotti per Milano; il ministro degli Interni Giuliano Amato, d’accordo con il premier Romano Prodi, ha deciso che ne manderà al massimo 110. E la querelle sembrava fermatasi qui. Con la Moratti, da una parte, scontenta di questa decisione e già scesa in piazza con tutta la città per protestare perché l’invio di un centinaio di uomini in più a Milano basta appena a garantire l’apertura dei due commissariati (via Lorenteggio e viale Monza) ma non certo per pattugliare strade e piazze; dall’altra il governo che punta i piedi e non si smuove dalla propria decisione. Tuttavia, proprio in questi giorni, il Viminale ha inviato a tutte le questure d’Italia l’elenco del personale della polizia da trasferire: agenti, agenti scelti, assistenti e assistenti capo. E il dato di coloro che lasciano il Comune di Milano è, a dir poco, sconcertante: 314 poliziotti, tra uomini e donne, verranno trasferiti in altre sedi, la maggioranza a Roma. A fronte di tutte queste persone che se ne vanno, dalle altre questure italiane a Milano ne sono in arrivo ben... 38. Risultato: 276 agenti in meno.
Curiose, in alcuni casi, le destinazioni. La maggior parte dei poliziotti che lasceranno Milano, infatti, non solo se ne tornerà a Roma (la motivazione della richiesta di trasferimento è quella del «domicilio», ovvero il riavvicinamento al posto dove si è nati o dove si è deciso di abitare, ndr) ma molti di loro, nel peggiore dei casi, avranno come sede l’ispettorato di polizia del Viminale, dove non risulta ci sia esattamente un’emergenza criminalità. Molti altri sono destinati all’ispettorato generale di polizia del Vaticano, all’ufficio speciale di Palazzo Chigi, o del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. Molti anche i napoletani che faranno ritorno a Napoli, dove negli ultimi tempi la camorra è tornata a sparare. Fortunatamente, qualche volta, per questi trasferimenti si segue una specie di criterio delle competenze. Ad esempio, un’agente originaria di Sondrio, dagli uffici del compartimento di polizia postale di Milano verrà trasferita a quelli di Genova; un agente scelto romano che fino ad ora ha prestato servizio alla Polfer di Milano è stato trasferito alla polizia ferroviaria di Roma.
«È sorprendente - ammette Carmine Abagnale, vice Presidente della Commissione Sicurezza del Comune di Milano e neo segretario milanese del sindacato di polizia Coisp -. E, se fosse così, sarebbe davvero molto grave. Già eravamo sotto organico, con 300 poliziotti in meno rispetto a quelli previsti dalla vecchia (ma unica) pianta organica della questura, 4mila50. In questo modo arriveremmo a meno 600. E proprio in un momento in cui Milano sente maggiormente l’esigenza di sicurezza contro la criminalità».
Orlando Minerva, segretario provinciale del Siulp di Milano, il maggiore sindacato di polizia italiano (2mila300 iscritti solo tra la città e la provincia) ci va molto cauto. «Sicuramente questi uomini che se ne vanno da Milano saranno sostituiti - sostiene -. Non è ipotizzabile che ne trasferiscano così tanti senza mandarne altrettanti o quasi, vorrebbe dire penalizzare ancora una volta Milano. Quello dei 314 poliziotti che lasciano Milano, a mio parere, resta perciò un dato tronco perché, alla fine di aprile, dovrebbero arrivare i sostituti e solo a quel punto si potranno fare i conti. A quel punto, poi, ci sono sempre da aggiungere i 110 uomini promessi dal ministro Amato. Secondo un decreto del 1991 la pianta organica della questura di Milano prevedeva 4mila50 uomini, adesso ce ne sono 3mila750. Con l’arrivo dei poliziotti mandati da Amato ci avvicineremmo parecchio ai 4mila, però ne mancano ancora. Figuriamoci poi, se i 314 che se ne vanno non venissero sostituiti. Le esigenze sono cambiate rispetto al 1991? Potremmo parlarne per giorni... Comunque, ricordiamoci sempre che i poliziotti in Italia sono quelli che sono, non possono uscire fuori come conigli dal cilindro».