Sicurezza, la Moratti chiede a Berlusconi più poteri e agenti nelle strade

Mercoledì l’incontro con il futuro premier. Sul tavolo il "pacchetto sicurezza" che il nuovo governo intende varare al più presto. Il sindaco: "In questi due anni Prodi non ha fatto nulla per combattere le violenze sessuali"

Tre casi in soli dieci giorni a Milano. Uno terribile l’altra notte a Roma. Ma il ministero dell’Interno assicura che il numero degli stupri è in calo. «Finché ci sarà anche un solo caso di violenza nelle nostre città, io mi sento responsabile». A un anno dalla grande manifestazione che portò in piazza migliaia di milanesi per chiedere più sicurezza, il sindaco Letizia Moratti prosegue nella sua battaglia. «C’era anche Silvio Berlusconi - ci tiene a ricordare -. E non era tempo di campagna elettorale o di elezioni. Segno che condivideva la mia preoccupazione». E ora ha già promesso che tra i primi atti del nuovo governo ci sarà il varo del «pacchetto sicurezza» nato a Milano dalla collaborazione tra la Moratti e il vicesindaco Riccardo De Corato. Mercoledì l’incontro con il futuro premier per fissare i punti più importanti. A Milano, la premessa molto poco incoraggiante, secondo stime nemmeno troppo pessimistiche, ci sarebbero 40mila extracomunitari irregolari. Una città nella città di gente «senza casa, né lavoro e dunque inevitabilmente più portata a delinquere». Il frutto di due anni di governo Prodi che, accusa la Moratti, «non ha fatto nulla per combattere le violenze sessuali», dato che il decreto Mastella-Pollastrini è naufragato in Parlamento. Vittima di un centrosinistra la cui «politica sull’immigrazione non ha fatto che aggravare i problemi legati alla sicurezza».
Già pronta, allora, l’agenda da presentare dopodomani a Berlusconi. Innanzitutto nuove norme e nuovi poteri ai sindaci «per poter combattere l’abusivismo nelle case popolari, la violenza sulle donne, sui più deboli, le truffe agli anziani, scippi, rapine, droga, prostituzione e l’accattonaggio per strada». Ripescando, magari, la proposta fatta al Senato da De Corato che chiedeva di istituire il reato di «riduzione in schiavitù» per chi obblighi donne e bambini all’elemosina. Oltre alle leggi gli uomini, poliziotti, carabinieri e finanzieri arrivati a Milano, dopo la firma del Patto per la sicurezza, ma in misura addirittura minore rispetto a chi è andato in pensione. Altra richiesta è la possibilità di utilizzare i fondi del Comune, in deroga alle leggi Finanziarie e ai patti di stabilità, per investimenti sulla sicurezza. Tecnologia, come le telecamere per sorvegliare parchi e zone a rischio, o nuovi «ghisa». Duecento dei quali, ricorda il sindaco, entreranno presto in servizio. Non l’unico intervento di chi, nel silenzio di Roma, anche in questi mesi ha avanzato più proposte che richieste. «Abbiamo messo cento custodi sociali nei caseggiati popolari, mille telecamere contro i delinquenti, fatto firmare un patto di legalità ai rom, creato alla clinica Mangiagalli un centro di assistenza per le donne violentate». Ma non basta. «Vogliamo investire ancora di più in uomini e tecnologia», rilancia la Moratti. Che ricorda come la Lega Nord abbia vinto le elezioni proprio per questa sua capacità «di interpretare i bisogni della gente». «Basta destra e sinistra - l’invito -, sono concetti del secolo scorso. Ora bisogna saper affrontare i problemi. La sinistra ha perso perché ha saputo solo aumentare le tasse e non ha risolto nulla». Naufragando anche su Malpensa. «Noi - accusa - chiedevamo solo di separare il destino dell’hub da quello di Alitalia. Una liberalizzazione che consentisse alla Sea di poter sostituire la compagnia di bandiera con altri vettori. E, invece, il governo nella trattativa con Air France ha concesso i diritti di traffico internazionale su mono destinazione. Come dire che ha svenduto la politica dei trasporti del nostro Paese. Un errore gravissimo che gli elettori hanno punito». Severamente.