Sicurezza, Napoli capitale degli sprechi: record di vigili urbani e reati

Sulla carta il capoluogo campano è tra le città più presidiate d’Italia: un esercito di agenti che però fa poche multe. Ed è record di rapine e omicidi. L'esperto: <strong><a href="/a.pic1?ID=350414">&quot;I cittadini devono sapere dove vanno le loro tasse&quot;</a></strong><br />

Brescia la città più illuminata d’Italia, Roma e Napoli le più buie. A Bari le automobili della polizia locale pattugliano incessantemente, a Reggio Calabria escono a malapena dai garage. I bolognesi sono i più multati e, allo stesso tempo, quelli che subiscono più borseggi. È quanto emerge dal rapporto 2009 sulla sicurezza urbana della fondazione «Civicum». L’indagine, commissionata al Politecnico di Milano, ha messo sotto la lente d’ingrandimento i bilanci dei comuni, allo scopo di verificare quanto, e con quali risultati, i sindaci spendano per la sicurezza dei loro cittadini.

Il Paese fotografato nella ricerca (presto pubblicata sul sito www.civicum.it) risulta quanto mai variegato, un’unione eterogenea di centri di spesa autonomi dove l’equazione «chi più investe più ottiene» raramente è soddisfatta. Esemplare il caso Napoli: pur avendo più agenti sulle strade rispetto a tutte le altre città (solo Milano la supera, di poco, nel numero di vigili sul territorio in rapporto alla popolazione) è di gran lunga la meno sicura, piazzandosi al primo posto nella classifica di omicidi e rapine.
Mediamente i 26 comuni presi in esame riservano 71 euro all’anno per la sicurezza di ciascun residente. Il primato è di Roma, con oltre 125 euro pro capite. Sensibilmente indietro altre metropoli: Milano, Torino e Firenze, che seguono la capitale nella graduatoria, spendono 100 euro per abitante. I comuni che spendono meno sono Catanzaro e Sassari, con poco più di 30 euro. Se a livello generale i comuni del Centro-Nord spendono leggermente di più, la differenza più significativa è relativa alla dimensione delle città: i grandi centri stanziano quasi il doppio dei più piccoli; e la tendenza si riflette nel numero di agenti di polizia locale a disposizione dei comuni: in cima alla classifica appunto Milano, Napoli e Roma, con una media di 24 agenti ogni 10mila abitanti. In fondo Catanzaro, Perugia e Reggio Calabria, che non raggiungono la metà della media nazionale (16 agenti).

Anche la disponibilità di mezzi in dotazione alla polizia locale è estremamente variabile. Si va da due mezzi ogni 10mila residenti a Bolzano e Catania sino a più di 7 a Bari, Pescara e Firenze. Brescia ha poi, con quasi 20 punti luce ogni 100 abitanti, il primato di città più «illuminata», mentre le più buie sono Napoli e Roma, con poco più di 6 punti luce ogni 100 abitanti. «L’incidenza del numero di punti luce - commenta Giovanni Azzone, responsabile della ricerca e ordinario di ingegneria gestionale - è importante nel determinare la sicurezza di un tessuto urbano. I casi di violenze avvenuti a Roma nell’anno passato hanno confermato come le aree buie sono statisticamente più spesso teatro di crimini». La produttività nell’uso delle risorse varia molto: mediamente ogni veicolo percorre 8.200 km all’anno, e se i più sfruttati sono appunto a Bari, che sfiorano i 20mila km annui, le auto in dotazione a Palermo, Pescara e Reggio Calabria non raggiungono i 5mila. Discorso analogo per i vigili: ogni agente che pattuglia all’ombra delle Due Torri emette quasi 1.250 sanzioni l’anno: un valore triplo rispetto alla media nazionale (465) e quasi 10 volte superiore rispetto a quanto accade a Catania, Palermo e Catanzaro.