Sicurezza, nel Pdl in 100 contro il voto di fiducia Un drappello di deputati sottoscrive la lettera della Mussolini a Berlusconi: «Inaccettabili le norme che consentono ai medici di denunciare gli irregolari». Il capogruppo Cicchitto li sconfessa: «Ini

come l’ha soprannominata Alessandra Mussolini, che guida il gruppo dei «ribelli». Nel mirino del folto gruppo di esponenti del Pdl sono finiti alcuni articoli del disegno di legge 2180, attualmente in discussione in Parlamento. In particolare quello che riguarda l’abolizione del divieto di denuncia da parte dei medici e delle strutture sanitarie per i clandestini e anche l’istituzione del reato di clandestinità. I deputati (tra i quali spiccano Valentina Aprea, Souad Sbai, Mario Landolfi, Beatrice Lorenzi, Fiamma Nirenstein, Gaetano Pecorella) chiedono a Berlusconi «di non porre la fiducia sul ddl 2180». In questo provvedimento, denunciano, «sono contenute norme a nostro giudizio inaccettabili e che necessitano di indispensabili correzioni. Siamo certi che ne converrai anche tu, quando potrai renderti conto di come questo dettato legislativo vada contro i più elementari diritti umani e in particolare dell’infanzia e della maternità». La Mussolini e gli altri ribadiscono come questo ddl di fatto «obblighi il medico a denunciare l’immigrato clandestino che si presenti per essere curato ai posti di pronto soccorso in ospedale o nei centri di vaccinazione» e che addirittura «l’obbligo di denuncia potrà riguardare anche gli insegnanti e chiunque eserciti incarichi pubblici». A spegnere gli ardori dei Centouno ci pensa subito il leader della Lega, Umberto Bossi. «Non sono affatto preoccupato riguardo al ddl - dice Bossi -. Sono convinto: la legge resterà così come è stata approvata al Senato». E sui numeri Bossi si dice assai perplesso. «Centouno firmatari? Sono numeri che sono stati ingigantiti», taglia corto il leader leghista.
Eppure la possibilità di ritoccare la legge non sembra una via impraticabile soprattutto ora che deve passare a Montecitorio. È stato il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ad esprimere per primo dall’interno delle maggioranza dubbi sulla norma che riguarda i medici e la denuncia dei malati clandestini. Nessun ripensamento invece per quanto riguarda l’istituzione del reato di clandestinità, come conferma il presidente dei senatori Pdl, Maurizio Gasparri.
E mentre il presidente e il vicepresidente dei deputati Pdl, Fabrizio Cicchitto e Italo Bocchino sottolineano che la lettera della Mussolini «non è condivisa dal gruppo Pdl» è pure vero che Bocchino si dice però pronto «a discutere per quanto riguarda la norma sui medici».
Per il sottosegretario al Viminale, Alfredo Mantovano, c’è «confusione» perché non esiste nel ddl una norma che obblighi i medici a denunciare i clandestini.
FA