Per sicurezza Niente Pasqua nelle chiese: Messe solo nelle tendopoli

Sarà una Pasqua senza le chiese quella che si apprestano a vivere gli oltre 80mila fedeli dell’arcidiocesi dell’Aquila: tutti i templi sono inagibili, alcuni - tra cui i più simbolici e importanti, come Collemaggio e le Anime Sante - hanno subito crolli pesantissimi. Ma la Chiesa sarà presente in tutti i campi che ospitano le migliaia i profughi, dove già opera con i volontari della Caritas e decine di sacerdoti, giunti anche da Roma. I danni causati dal terremoto impediranno lo svolgimento di funzioni e manifestazioni religiose, annullate dall’arcivescovo metropolita dell’Aquila, Giuseppe Molinari. «Non si svolgeranno - spiega - ma saranno organizzati momenti di preghiera in tutti i campi di raccolta». Annullata, quindi, anche la celebre processione del Venerdì Santo che richiamava migliaia di fedeli, perché è troppo pericoloso sfilare per le vie del centro cittadino e perché è inagibile anche la basilica di San Bernardino dalla quale muovevano per poi ritornarvi, i «quadri» liturgici di Remo Brindisi. La comunità religiosa cattolica ha subito anche perdite umane: due suore sono morte e un’altra risulta ancora dispera nel crollo della casa-famiglia di San Gregorio. Alcuni conventi sono stati evacuati e le Clarisse di Paganica sono state trasferite al convento di Pollenza (Macerata). In città, nei paesi e anche in aperta campagna, molte chiese sono «sventrate», oppure hanno facciate, campanili o tetti crollati.