Sicurezza, niente voto bipartisan E la giunta Penati va in frantumi

Sulla sicurezza il divorzio è consumato. Anche Filippo Penati l’ammette, «in tre anni di mandato è la prima volta che si verifica una divaricazione così forte», e per «tentare di rimettere in sesto l’alleanza» - confidano quelli di Rifondazione - domani il presidente della Provincia incontra Fausto Bertinotti. Comunque vada, «il nodo politico resterà» sostiene l’assessore Bruno Casati (Prc): «Quella di Penati è una mossa sbagliata, portata avanti con l’equivoco. Altro che mafia uguale rom. I soldi vanno spesi per aumentare il numero degli ispettori del lavoro, dove s’incrocia caporalato extracomunitario e mafia italiana».
Difficile dunque, in questo clima, che Palazzo Isimbardi imiti il consiglio comunale di Milano con un voto bipartisan sull’ordine del giorno sui rom presentato oggi da Forza Italia. «Documento che riprende l’ordine del giorno del Comune» avverte Max Bruschi (Forza Italia): «Occasione per verificare che alle parole di Penati seguano i fatti».
Certo, sin d’ora, il sostegno dell’inquilino di via Vivaio. «Se il testo è lo stesso del Comune, io lo voto: non vedo ragioni per non farlo», mette le mani avanti sul voto a favore di Rifondazione e degli altri partiti che stanno alla sua sinistra, «emergerebbe in modo ancora più nitida la differenza dentro la coalizione». Condizione che, secondo Gianfranco De Nicola (An), non è «una novità: basti pensare al piano dei rifiuti a al nodo delle infrastrutture, dove la maggioranza è spaccata sulla volontà di dotare l’area del Milanese di infrastrutture adeguate». Valutazioni con dati alla mano, mentre Roberto Caputo (Sdi) suggerisce di «smorzare» i toni e «lavorare tutti insieme - Regione, Provincia e Comune - a una proposta unitaria e condivisa».
Consiglio interno alla maggioranza provinciale che cade nel vuoto, la prova? L’oltranzismo ideologico di Luca Guerra (Pdci) che spara a zero sul suo assessore schieratasi con Penati.