Sicurezza, il Pdl non teme confronti

«Il Pd fa le promesse. Noi facciamo i fatti». Gianfranco Fini non usa mezzi termini. Davanti a una platea composta da tutte le forze dell’ordine il presidente di An tocca uno dei punti clou del programma del Popolo della Libertà, la sicurezza. E lo fa ribadendo quanto sia un tema portante per il Pdl, e ricordando anche quanto l’intero settore sia stato penalizzato dai tagli delle due finanziarie del governo Prodi.
«Noi - ha sottolineato Fini durante un convegno sulla sicurezza organizzato dal Pdl - non ci impegniamo sulla sicurezza soltanto in campagna elettorale, e il comparto lo sa bene. Su questo settore ci sono impegni simili tra i due schieramenti e ciò è positivo, perché significa che la sinistra ha superato una fase storica in cui non prendeva impegni. Però non sono simili i modelli di riferimento fra noi e l’altro schieramento». Veltroni, ha proseguito Fini, «ha detto che punta a mettere le forze di polizia nelle condizioni di svolgere i compiti loro assegnati, ma questo impegno è disatteso dalle ultime due finanziarie che hanno invece tagliato le risorse».
Nella platea c’erano davvero tutti i rappresentanti delle forze dell’ordine: Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, Esercito, Marina, Vigili del fuoco, Polizia penitenziaria, Corpo forestale dello Stato e persino alcuni esponenti della Guardia costiera. Tutti raccolti nella sala di un albergo della capitale e tutti con il desiderio di poter manifestare le difficoltà in cui spesso si trovano svolgendo il loro lavoro. Tra gli organizzatori del convegno anche Maurizio Gasparri, responsabile sicurezza nella campagna del Pdl, il quale punta da subito il dito e accusa: «Nelle carceri spuntano appelli a votare per la sinistra che propone l’abolizione dell’ergastolo e la cancellazione del regime carcerario duro previsto dal 41 bis». E aggiunge: «Ecco con chi stanno i criminali e i mafiosi, con la sinistra che vuole rendere più leggere le pene. È evidente che i professionisti del crimine delle cosche scelgono chi li vuole far uscire dal carcere».
Per Franco Frattini una delle cose da fare subito è «ripristinare» il concetto di autorità. E questo perché «troppo spesso i processi sono lenti nei confronti di chi delinque. C’è invece celerità, a volte, quando si procede nei confronti delle forze dell’ordine». Mentre Filippo Saltamartini, segretario generale del Sap (Sindacato autonomo di polizia) e candidato al Senato per il Pdl spiega che sono tanti i problemi riguardanti le forze di polizia e le forze armate «che il prossimo Parlamento dovrà risolvere, a partire dal nodo delle risorse». Il segretario del Sap non perde l’occasione poi per lanciare qualche stilettata al candidato premier del Pd. «Quando Veltroni in tv comincia a dire che i poliziotti devono uscire fuori dagli uffici come se fossero delle persone nullafacenti ebbene, additare i poliziotti in questo modo rappresenta quasi un odio ideologico verso una categoria che questo Paese non dovrebbe avere».