Sicurezza, il piano segreto del Viminale

Trenta provvedimenti inseriti nel primo decreto legge d'urgenza del governo. Pronto il giro di vite: anagrafe degli ingressi e allontanamento
immediato degli extracomunitari una volta scaduto il visto di tre mesi. <strong><a href="/a.pic1?ID=262331">Maroni</a></strong>: &quot;Libereremo gli italiani dalla paura&quot;. <strong><a href="/sondaggio_1a.pic1?PID=59">Sicurezza, quali sono le priorità? VOTA</a></strong>

Roma - L’extracomunitario che sposa un cittadino italiano non acquisirà più immediatamente la cittadinanza. L’immigrato che vuole ricongiungersi con i parenti in Italia verrà sottoposto all’esame del Dna. Il clandestino senza permesso di soggiorno potrà essere trattenuto fino a 18 mesi nei centri (Cpt) per l’identificazione. Ecco alcune delle novità definitive contenute nel «pacchetto sicurezza» del governo per la parte di competenza del ministero dell’Interno: 30 provvedimenti divisi in cinque capitoli. Biglietto da visita del nuovo esecutivo, il primo decreto legge del governo Berlusconi IV potrebbe contenere una norma per innescare un ulteriore giro di vite sugli stranieri irregolari ma senza introdurre il reato d’immigrazione clandestina che in questi giorni aveva sollevato perplessità anche in Vaticano. La soluzione tecnica è: aggravante di reato per l’irregolare che delinque o che è socialmente pericoloso. Sembra per ora rimandata l’ipotesi del reato di clandestinità per i recidivi, coloro che fanno ingresso in Italia dopo un’espulsione già avvenuta. Di questo potrebbe però discuterne il Parlamento, per la via normale del disegno di legge Concluso il lavoro tecnico sul pacchetto sicurezza, e dopo una consultazione con il capo dello Stato Giorgio Napolitano, ieri ha preso avvio a Palazzo Chigi la discussione politica con un vertice tra i ministri dell’Interno Roberto Maroni e della Giustizia Angelino Alfano. C’è tempo fino a mercoledì, data del primo Consiglio dei ministri di Napoli, per definire quali novità inserire nel decreto legge (provvedimenti urgenti) e quali invece in un ddl che segua il normale iter parlamentare. Tra questi l’inasprimento delle pene per reati contro bambini e portatori di handicap, violenza alle donne e aggravanti come la rapina in appartamento.

Visti Il piano sicurezza del Viminale prevede l’«introduzione del visto per soggiorni inferiori a tre mesi» per gli extracomunitari e l’obbligo anche per i cittadini comunitari di Paesi che non aderiscono ancora al Trattato di Schengen (e dunque i rumeni) di dimostrare di essere in Italia da meno di tre mesi. In caso contrario scatta il presupposto «dell’allontanamento immediato». Verrà anche ampliata la gamma dei reati «gravi» commessi da un cittadino della Ue in Italia per far scattare l’allontanamento «per motivi di pubblica sicurezza». Per i cittadini Ue non-Schengen è richiesto l’obbligo di esibire «risorse sufficienti derivanti da redditi leciti e dimostrabili». Tutti questi sono strumenti per contrastare l’allarme rom.

Più poteri ai vigili urbani Il piano del Viminale prevede un «rafforzamento dei poteri dei sindaci» attraverso la modifica dell’articolo 54 del testo unico sugli enti locali. Ma soprattutto la «collaborazione della polizia municipale» ai «piani coordinati» con le altre forze dell’ordine al controllo del territorio. I vigili potranno anche avere accesso al «centro elaborazione dati del ministero dell’Interno».

Bambini accattoni e sicurezza stradale Si prevedono «misure di contrasto all’impiego di minori nell’accattonaggio», e aggravanti per reati «commessi in concorso con minori». Verranno inasprite le sanzioni per chi guida ubriaco e per l’omicidio colposo, con la «restrizione all’accesso ai benefici».

Lotta alla mafia Il Viminale intende riprendere il ddl Mastella-Amato per la confisca immediata dei beni «di sicura provenienza mafiosa». Verrà introdotto il reato di «associazione per delinquere finalizzata all’immigrazione clandestina».