Sicurezza, poteri speciali ai prefetti

Il ministro dell'Interno da Napolitano per dare più competenze a Milano, Torino, Napoli e Roma. Blitz contro la criminalità: 338 arresti in 9 regioni. La situazione a <strong><a href="/a.pic1?ID=261822" target="_blank">Milano</a></strong>, <strong><a href="/a.pic1?ID=261823" target="_blank">Roma</a></strong>, <strong><a href="/a.pic1?ID=261827" target="_blank">Napoli</a></strong>

Roma - Il Partito Democratico «non tollera razzismo verso i rom». Ma il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino e il sindaco di Torino Sergio Chiamparino hanno chiesto al ministro dell’Interno Roberto Maroni che vengano assegnati ai prefetti poteri straordinari di commissario per la gestione degli insediamenti abusivi, come nei giorni scorsi i colleghi (del centrodestra) Moratti a Milano e Alemanno a Roma. Maroni ha inviato «la proposta di nomina al premier». E Antonio Di Pietro ha affermato: «Che l’immigrazione clandestina divenga reato è indispensabile».

Diceva ieri proprio Maroni al Viminale che in Italia non c’è un problema di «comunità romena», ma «di sicurezza» e ai cittadini - sembrano aver capito sia a destra che a sinistra - occorre dare «risposte immediate». Alcune arriveranno dal «pacchetto sicurezza» al quale stanno lavorando cinque ministeri. Ieri in serata Maroni è salito al Colle per parlarne con il capo dello Stato dopo aver incontrato l’omologo romeno Cristian David: verrà creata una commissione per discutere alcuni limiti all’ingresso in Italia, ma «non ci saranno espulsioni di massa». Nello stesso tempo Libia e Italia avvieranno «al più presto», dopo l’incontro di ieri tra Maroni e l’ambasciatore di Gheddafi Hafed Gaddur, l’accordo di Tripoli, con un pattugliamento congiunto nelle acque territoriali libiche.

Nel governo si sta valutando quali temi siano da inserire subito, con urgenza nel decreto legge, e quali invece da riservare alla discussione parlamentare. L’impianto rimane piuttosto innovativo rispetto al passato ma senza uscire dal solco europeo. C’è pieno accordo anzitutto sul tetto di reddito minimo per i cittadini di Paesi comunitari e non Schengen (come la Romania). Questo è un provvedimento che si rifà a una direttiva Ue e che garantirebbe una buona scrematura negli ingressi. Il reato d’immigrazione clandestina non riguarderebbe poi assolutamente alcune categorie come le badanti, ma colpirebbe recidivi e criminali. Allungare il tempo di permanenza nei cpt, i centri di permanenza, a 18 mesi (senza trasformarli in strutture detentive ma agevolando l’identificazione), è una proposta già in discussione a Bruxelles.

Si vuole anche introdurre un’anagrafe degli ingressi, un bollo per i comunitari extra Schengen e per chi ha un visto turistico o di lavoro. La svolta, il polso duro, verrà avviata anche sul territorio, con più poteri a sindaci. Il ministro della Difesa La Russa propone pattugliamenti anche di personale dell’esercito in 6-7 città («pattuglie di quartiere») contro la criminalità. In una sola settimana, dal 7 al 15 maggio, la polizia italiana ha chiuso una maxi operazione in 9 regioni con 383 arresti, di cui 268 stranieri (prevalentemente maghrebini e romeni) 53 espulsioni e 65 accompagnamenti nei cpt.