Sicurezza, dal primo settembre apre il cantiere di San Siro

Ottanta tornelli, altre 12 telecamere e ampliamento della recinzione

Claudio De Carli

La normativa Pisanu per la messa in sicurezza, le disposizioni Uefa, la candidatura agli Europei 2012, le trattative per la cessione dello stadio: tutto converge e grava su San Siro. Ora finalmente ci sono le date per stilare un calendario dei lavori per poter mettere in sicurezza la casa del calcio milanese. Ieri riunione plenaria in Prefettura, un incontro più che positivo, tanto che l’assessore comunale alla Sicurezza Guido Manca ha promesso che San Siro sarà lo stadio più sicuro d’Italia: «Anche nella malaugurata ipotesi di un attacco terroristico». Di certo il primo settembre apre il cantiere del Meazza, priorità assoluta a recinzione esterna e tornelli per l’ingresso automatizzato. L’annuncio è del prefetto Bruno Ferrante che ha chiesto progetti e tempistica: «Già in primavera Milano era partita con grande anticipo - ha ricordato -, sollevando i problemi relativi a tornellizzazione e videosorveglianza. Il sistema di telecamere è già attivo dalla scorsa stagione e su richiesta della Questura saranno aggiunte altre dodici telecamere tutte collegate alla Centrale operativa». Non ci sono ostacoli per i lavori relativi alla recinzione esterna, anche se il primo settembre il campionato sarà già iniziato. Diverso il problema che presentano gli 80 tornelli che raddoppieranno gli ingressi del Meazza e prevedono tessere magnetiche nominali. Le difficoltà risiedono principalmente nell’attrezzare tutte le rivendite perché i biglietti d’ingresso, secondo la normativa del ministro degli Interni, dovranno essere venduti ai tifosi con indicate le generalità o eventualmente il codice fiscale. C’è un anno di tempo a disposizione per trovare la soluzione migliore perché i tornelli saranno installati sulla nuova recinzione e il cantiere dovrebbe chiudere entro dodici mesi. A questo scopo sono state abbattute tutte le difficoltà legate alla legge quadro Merloni sui lavori pubblici e verrà accelerato anche l’iter comunale sulla delibera relativa all’area ex Palazzetto dello Sport, che rientra a pieno titolo nel cantiere che apre a settembre.
Durante il campionato Inter e Milan, sebbene con esperimenti diversi, cercheranno di trovare una soluzione anche per le tifoserie ospiti, ora sistemate al primo anello. Questo servirà anche a capire come presentare San Siro nella stagione 2006/07 perché si va verso stadi «aperti» ma occorre anche capire come. Pisanu ha dettato tre opzioni per separare il pubblico dal campo: un fossato oppure balaustre alte 220 centimetri o 110 ma mobili, in grado quindi di sollevarsi in caso di emergenza. Delicato il discorso relativo a via Piccolomini e al Trotto. Questo lato dello stadio è considerato dalla Questura il più pericoloso, la via è stretta e già in passato ha impedito la costruzione del terzo anello, inoltre inibisce l’allargamento della recinzione. Il progetto sarebbe quello di acquistare lo stadio del trotto per poi spostarlo. San Siro comunque è già un piccolo cantiere, dopo il nuovo impianto di illuminazione si sta lavorando alla sostituzione dei due maxischermi e, lavoro mastodontico, si deve ridipingere il tetto: durante il concerto di Vasco Rossi dello scorso anno caddero pezzi di vernice che crearono panico fra i rockettari.
Soddisfatto l’assessore allo Sport Aldo Brandirali al termine della riunione: «I tempi per l’apertura del cantiere saranno stretti, quindi invito tutte le aziende che vorranno partecipare alla gara d’appalto a prestare la massima attenzione perché non verranno concessi i 50 giorni di norma per l’assegnazione delle commesse, ma un tempo molto inferiore».