Sicurezza, pronti i nuovi occhi elettronici

Manca: «Vigileranno anche nelle ore serali e notturne»

Chiara Campo

Tredici «sentinelle» del territorio come non ce ne sono in altre città d’Italia. È scattata da qualche giorno l’operazione security point: il Comune entro una settimana invierà in periferia, davanti allo stadio, vicino alla Fiera e in tutte le aree potenzialmente «critiche» 13 camper della polizia municipale attrezzati con tecnologie all’avanguardia: dal sistema di videosorveglianza su palo telescopico a quello miniaturizzato. Ogni furgone è collegato con la centrale operativa della Polizia locale, può rilevare le impronte digitali, registrare automaticamente le targhe delle auto parcheggiate. I camper avranno molteplici funzioni: sicurezza, controllo del traffico o dell’inquinamento, rilevamento di infrazioni e discariche abusive. «Non lo utilizzeremo per multare i mezzi in doppia fila, le sanzioni potrebbero essere impugnate facilmente dai cittadini - precisa il vicecomandante dei vigili, Emiliano Bezzon -, ma per inviare i numeri di targa alla centrale e individuare subito se un’auto è rubata». L’assessore alla Sicurezza Guido Manca li descrive come «il fiore all’occhiello della nostra sicurezza e il saluto al nuovo prefetto Gian Valerio Lombardi». L’assessore precisa che «i mezzi potranno spostarsi da una zona all’altra a seconda della necessità, e saranno facili da contattare per strada dai cittadini, specie in periferia dove vigileranno anche nelle ore serali e notturne».
Tra le grandi città italiane Milano è già la più videosorvegliata. Ma per una maggiore sicurezza i cittadini questo non è un problema, almeno secondo un’indagine commissionata dal Comune alla società Acqua, che ha intervistato 501 residenti e 200 negozianti. Per l’85% dei commercianti gli occhi elettronici servono soprattutto a tenere sotto controllo furti, poi gli episodi di violenza (43,5%) e vandalismi (42,5%). I residenti invece mettono quasi sullo stesso piano il monitoraggio di furti (51,5%) e violenze (40,7%), ma il 29,5% indica anche il controllo degli stranieri. Nei quartieri o nei parchi che frequentano più spesso, i residenti sanno indicare quasi esattamente la posizione delle telecamere, e la presenza è più sentita al parco Sempione e in via Fulvio Testi.
Più favorevoli alla videosorveglianza sono i negozianti: per il 78,5% dei commercianti, anzi, il «grande fratello» in città ha migliorato molto o abbastanza la sicurezza delle proprie attività, percentuale che per i residenti si ferma al 48,5%. Se la fiducia nelle telecamere come deterrente agli attacchi terroristici è inferiore al 70 per cento, si alza invece al 93 per cento come sistema per identificare i terroristi ed evitare ulteriori episodi.