Sicurezza a rischio nel deposito dei bus a metano a Tor Pagnotta

Secondo Desideri (dc) mancherebbero gli estintori e i piani di evacuazione

Marzio Fianese

«Nella moderna rimessa dei bus alimentati a gas metano di Tor Pagnotta mancano gli estintori e i piani di evacuazione, e l’impianto di allarme antincendio si è guastato il mese scorso». Lo ha reso noto il capogruppo della Democrazia cristiana al Consiglio regionale del Lazio, Fabio Desideri.
«La rimessa di Tor Pagnotta, che si trova sulla Laurentina (di fronte al raccordo anulare) e sorge su un terreno espropriato negli anni ’70 - continua Desideri - è stata inaugurata lo scorso marzo dopo lavori durati un’eternità. Lì sono ospitati tutti i bus a metano. Sono 130 circa ed effettuano servizio sulle linee H, 160, 360, 715, 780, 44, 130, 44, 671, 850, oltre alla linea Cinema».
«A quanto pare - ha proseguito Desideri - il responsabile dello stabilimento, che è gestito da Trambus, ha comunicato alla proprietà, che è Atac, una serie di problematiche, non certo da poco, inerenti la sicurezza dell’impianto. Una riguarda gli estintori: alla fine di settembre ne viene evidenziata la mancanza negli uffici amministrativi, ma anche nel magazzino, nella centrale termica, nella carrozzeria, nella cabina elettrica, nell’officina. Gli estintori, di cui si precisa il numero e la capacità estinguente, sono richiesti “con cortese sollecitudine”».
«Un’altra problematica segnalata riguarda l’impianto di allarme antincendio che risultava guasto - prosegue Desideri - Si richiedeva, quindi, un intervento di riparazione. Auspichiamo che nel breve lasso di tempo intercorso dalla segnalazione fino a oggi, sia stato riparato. Inoltre, i piani di evacuazione, a quanto sembra, non sono ancora presenti. A Tor Pagnotta pare esistere anche un problema di vie di fuga».
«C’è un cancello principale da cui entrano ed escono le vetture - spiega il capogruppo della Dc - e un altro a quanto sembra sbarrato con catene. L’unica strada di accesso alla rimessa è stretta, con macchine parcheggiate in ambo i lati e condivisa con una istituzione dello Stato». «È molto strano - conclude Desideri - che in un deposito inaugurato di recente, dove solo la Regione Lazio ha investito ben 5 milioni di euro, e che ha ottenuto, per dichiarazione scritta della stessa Atac, tutti i permessi per entrare in servizio, possano esistere le problematiche descritte. Qualcosa non quadra, è ovvio. Cosa ne pensa l’assessore regionale ai Trasporti di tutto ciò? Glielo chiederemo con una apposita interrogazione».