Sicurezza, una sala operativa bis per i ghisa

Le attrezzature rispondono ai requisiti previsti dalla Prefettura e dalla Questura

Chiara Campo

Una super-centrale «d’emergenza» per i vigili e 123 telecamere di «ultima generazione». Sono gli investimenti del Comune per il controllo del traffico e sicurezza in città. Nel primo caso, in soldoni, si parla di 1.6 milioni di euro. Il progetto prevede l’allestimento, nella sede della protezione civile di via Barzaghi, di una nuova sala operativa dei ghisa pronta a sostituirsi a quella di piazza Beccaria in caso di necessità. Se il Palazzo del Capitano, ad esempio, dovesse essere evacuato, la centrale «bis» potrà continuare a svolgere il coordinamento della polizia locale mantenendo inalterato il controllo e la supervisione di tutto il sistema. In condizioni normali, la sala operativa di emergenza verrà utilizzata dagli operatori della protezione civile per i propri compiti istituzionali, ma in caso di presunti o reali attacchi terroristici che comportino l’abbandono del comando di piazza Beccaria, come si legge nella delibera approvata dalla giunta, subentrerà in tutto e per tutto alla centrale operativa, coordinando anche i 13 «Security point» a disposizione della polizia locale.
E proprio a proposito di questi mezzi speciali che funzionano come unità mobile sul territorio, Palazzo Marino intende svolgere uno studio approfondito per individuare i punti in cui dovranno stazionare in caso di emergenza, come presidiare gli obiettivi sensibili tipo stazioni, scuole, ospedali, edifici storici e monumentali, differenziando i piani di intervento in base ai livelli di allarme stabiliti con la prefettura. Ma oltre alle situazioni di calamità legate ad attacchi terroristici, si studierà in modo approfondito anche l’utilizzo dei Security point per controllare aree della città soggette a rischio di criminalità (per droga, scippi, pedofilia).
Con una delibera firmata una settimana fa, invece, la giunta ha stanziato 1 milione di euro per sostituire 27 telecamere di controllo del traffico ormai obsolete (ad esempio in viale Tibaldi, Toscana, Lunigiana, via Cassala, Ripamonti, piazza Duca d’Aosta) e altre 96 per la videosorveglianza del territorio. Sistemi gestiti da Aem e che, vista l’evoluzione delle tecnologie negli ultimi anni, è più conveniente rinnovare con modelli di nuova generazione che riparare. Si tratta di telecamere con zoom e orientabili su 360 gradi, con funzione day/night per avere immagini di ottima qualità anche in condizioni di luce pessime. Alcuni impianti oltretutto, precisa il documento, «devono essere rinnovati secondo i nuovi standard di sicurezza emersi recentemente con la prefettura nell’ambito del Centro di crisi di via Fatebenefratelli.
Ma la vigilanza, specialmente contro la minaccia del terrorismo, è alta anche nella «città sottorranea»: è di febbraio l’annuncio del Comune di stanziare 6 milioni di euro per installare oltre mille telecamere entro fine anno in 80 stazioni della linea 1 e 2 della metropolitana. Occhi elettronici che non si limitino solo a riprendere, come avviene oggi, ma registrino a colori, conservino in memoria i filmati per sette giorni e siano collegati in tempo reale con la centrale dei vigili e in caso di emergenza anche con l’unità di crisi in questura. La prima fase del progetto, finanziato dal Comune con 1.8 milioni di euro, prevede la realizzazione del sistema avanzato di videosorveglianza nelle stazioni di Gobba, Lampugnano, Molino Dorino, Bisceglie, Famagosta, Porta Genova, Sesto Fs, Rho Fiera, Lambrate, Amendola Fiera, Lotto e la centralizzazione delle immagini acquisite in quelle di Cadorna, Centrale, Duomo, Loreto e Garibaldi. A Cadorna e Centrale è previsto anche l’incremento del numero di telecamere e la sostituzione di quelle in bianco e nero con altre a colori. Nella fase numero due, il nuovo sistema sarà esteso a tutte le altre stazione della linea 1 e 2, col rifacimento completo degli impianti e il potenziamento degli occhi elettronici.