Sicurezza, scontro sul decreto. La "Cosa rossa": lo modificheremo. E La Cdl và all'attacco

Il provvedimento sulle espulsioni accende nuove polemiche e martedì al Senato ci sarà un nuovo voto a rischio per il governo. La Cdl: dopo il welfare le modifiche sono una contropartite per la sinistra: Prodi baratta la sicurezza dei cittadini

Roma - I malumori a sinistra sul welfare si ripercuotono dalla Camera al Senato. Mentre Montecitorio approva il ddl con il voto del Prc vincolato a una verifica a gennaio, a Palazzo Madama c'é tensione sul decreto sulle espulsioni, che approderà in aula martedì con un percorso tutto in salita. Complice l'ostruzionismo della Cdl in commissione, il testo arriverà infatti in assemblea senza il relatore e la maggioranza è quindi impegnata nel cercare un'intesa ferrea, a prova di Senato dove, si sa, i numeri sono risicati.

Scontro sui Cpt "C'é un'indirizzo di ordine generale", spiega la capogruppo del Pd Anna Finocchiaro al termine di una riunione maggioranza-governo, ma "resta fuori un punto che è quello del trattenimento nei Cpt di cittadini comunitari in attesa che venga notificata l'espulsione". Una questione, questa, dirimente per la sinistra. "Si tratta di un problema serio - avverte Manuela Palermi del Pdci - anche dal punto di vista simbolico visto che con la Amato-Ferrero stiamo cercando di superarli". Cpt, sui quali la 'Cosa Rossa' ha presentato emendamenti per l'aula, ma non solo. Il provvedimento andrà in assemblea nella sua versione originale (quella uscita dal Consiglio dei ministri), visto che non si arriverà a votare gli emendamenti, e la sinistra chiede garanzie sulle modifiche concordate prima dell'impasse in commissione (ad esempio la convalida da parte del giudice monocratico e non di quello di pace o l'introduzione di norme sul razzismo).

Salvi: "Vogliamo modifiche consistenti" "Stiamo lavorando con la maggioranza - puntualizza il capogruppo di Sinistra Democratica a Palazzo Madama, Cesare Salvi - a modifiche rilevanti. Speriamo sia raggiunta un'intesa perché il nostro gruppo voterà questo testo solo se ci sono quelle modifiche". La 'Cosa Rossa', inoltre, scottata da quanto accaduto sul welfare, è pronta a fare le barricate contro qualsiasi 'deriva' centrista sul decreto.

Prc: "Sostegno non scontato" Il sostegno del Prc al decreto "non è scontato", scandisce il capogruppo di Rifondazione Giovanni Russo Spena. "E' chiaro - afferma - che se una parte dei centristi della maggioranza convergesse con la destra approvando emendamenti che peggiorano il testo, il nostro voto non potrebbe che essere negativo".

I diniani: "Niente stravolgimenti" Con i diniani che chiedono che il provvedimento non subisca stravolgimenti. "Riteniamo - fa sapere Giuseppe Scalera - che il pacchetto che il governo ha messo in campo abbia un asse strategico positivo. Se questo impianto venisse modificato, valuteremmo singolarmente gli emendamenti che vengono presentati".

Centrodestra all'attacco: sacrificano la sicurezza del Paese Il leghista Roberto Calderoli stuzzica la 'Cosa Rossa'. "La sinistra estrema - dice - non è in grado di sostenere questo decreto. Forse l'avrebbe votato se non doveva digerire la fiducia sul welfare, ma due calci negli stinchi in due giorni sono difficili da sopportare...". Sulla stessa linea la responsabile sicurezza di Forza Italia, Jole Santelli. "A cosa imputare le minacce della sinistra radicale sul decreto sicurezza - attacca - se non al fatto che, dopo aver dovuto ingoiare il rospo sul protocollo welfare, vogliono una contropartita? E Prodi che fa? Ha deciso di ripagare la fedeltà di Rifondazione Comunista e affini sacrificando la sicurezza del Paese?".