Sicurezza, è scontro sul decreto

La maggioranza continua a essere divisa sull'opportunità delle espulsioni. Bertinotti: "La cultura giuridica europea ha più volte affermato l'inammissibilità delle deportazioni di massa". Migliore: "Dalla Cdl posizioni razziste". Cicchitto: "Non copriremo l'ennesima ritirata dei riformisti e centristi dell'Unione"

Roma - "Quello che ha detto il ministro degli Interni è un elemento di civiltà giuridica. Del resto è tutto interno alla cultura giuridica europea che ha più volte affermato, anche con delle direttive, l’inammissibilità delle deportazioni di massa, e anche soltanto delle esclusioni di massa". Il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, interviene così in un dibattito che resta dominato dalla contrapposizione netta tra maggioranza e opposizione.

Da Bucarest, prima di partire per Roma dove viene ricevuto da Romano Prodi, il premier romeno Tariceanu spiega di aver "molto apprezzato la posizione del governo italiano, molto equilibrata nel tragico contesto dei fatti di Roma" e di attendersi quindi una discussione con l’Italia "come veri partner così come accaduto in passato". Tariceanu non ha però nascosto di ritenere "assolutamente preoccupante" l’ondata di xenofobia in Italia nei confronti dei romeni, sottolineando che la maggioranza dei suoi connazionali è comunque composta da "cittadini onesti, e io chiederò al governo italiano di proteggerli".

Sempre alta la temperatura intorno al decreto. "L’idea che i nullatenenti debbano essere espulsi è contrario alla civiltà giuridica ed al senso comune", dice il capogruppo Udc alla Camera, Gennaro Migliore. "Le posizioni strumentali e razziste del centrodestra, di An e della Lega Nord in particolare, non possono trovare spazio nel decreto del governo", ammonisce anche Massimo Donadi, capogruppo IDV a Montecitorio, aggiungendo che "come Italia dei Valori, vigileremo affinchè l’intesa raggiunta non vada a discapito dell’efficacia degli strumenti, perché di fronte ad un problema così grave e sentito l’unica cosa che non serve sono strumenti spuntati". La Casa delle Libertà ribadisce a sua volta il vicecoordinatore FI, Fabrizio Cicchitto, "non è disposta a offrire la sua copertura all’ennesima ritirata dei cosiddetti riformisti e centristi della maggioranza".