Sicurezza, il sindaco risponde alle parole ma ignora i fatti

Diego Pistacchi

Marta Vincenzi scopre che la sicurezza non c’è. E siccome sul Secolo XIX c’è scritto che i cittadini non sono contenti, lei corre a incontrare i cittadini. Vede i fotogrammi di un video che del centro storico offre peraltro uno spaccato molto soft rispetto alla realtà e organizza subito un tour. Giornalisti al seguito, ovviamente.
La sindaca va in casa di chi ha firmato la lettera aperta. E ha l’aria persino seccata. «Se c’è una cosa che mi ha fatto male è veder scritto che io mi occupo di altre cose, che io vado a cena con gli architetti - fa il muso imbronciato -. Se incontro gli architetti è per chiedere di aiutarmi a disegnare un’altra città, senza più quartieri come questa Fiumara o questo Begato 9». Alla Fiumara e a Begato la sindaca ripete i ritornelli: «Serve una rete di solidarietà tra cittadini e istituzioni - insiste -. Stanno partendo gli osservatori per la sicurezza, per raccogliere le segnalazioni dei cittadini. Da ieri a Sampierdarena iniziano a girare le nuove pattuglie, fino ad arrivare a quei 40 uomini che ci daranno in più».
Eccolo, il punto. La lettera aperta fa muovere la Vincenzi. Ma di quello che ha letto sui giornali di ieri si è preoccupata di rispondere solo alle parole, è corsa a incontrare i cittadini, a parlare con loro e ancora a parlare. Non una sola parola però sui fatti. Quelli che pure ieri erano stati contestati pubblicamente. Non una risposta sul fatto che il Comune finanzia il «Patto per la sicurezza» (da lei firmato in prima persona) con una cambiale da mezzo milione, un vecchio credito che lo Stato non ha mai saldato. Neppure una parola sulle lamentele dei poliziotti, che spiegano perché, nella realtà e al di là degli impegni formali, la sicurezza resta un sogno. La sindaca ricorda i 40 uomini in più proprio nel giorno in cui i sindacati di polizia, tramite Il Giornale, svelano il suo bluff, spiegando che in realtà quei 40 copriranno solo in parte gli oltre 50 poliziotti tolti a Genova a inizio anno. La Vincenzi non fa cenno al fatto che la sua è l’unica città d’Italia cui il governo non ha ancora dato le nuove Volanti, mentre le pattuglie si arrangiano con auto con oltre centomila chilometri nel motore.
I cittadini la incalzano. Le ricordano che «ogni giorno c’è uno scippo a Sampierdarena». L’ultimo poche ore prima della sua visita. E lei risponde: «Io abito a Rivarolo e ho gli stessi vostri problemi». Mentre Matteo Rosso (Forza Italia) chiede alla Regione di convocare la commissione sicurezza con l’audizione della Vincenzi, l’ex sindaco di Milano, Gabriele Albertini, interviene centrando il problema: «È lodevole la volontà del sindaco Marta Vincenzi di ascoltare i genovesi, ma bisogna passare dalle parole all’azione. Mi permetto di suggerire al primo cittadino di Genova di agevolare l’istituzione dei vigili di quartiere, così come abbiamo fatto a Milano. Inoltre abbiamo esteso la videosorveglianza e intensificato il rapporto con le forze dell’ordine, cercando sempre il coinvolgimento della società civile». Fatti.