Sicurezza, un sondaggio "da sinistra": è vero, gli italiani ora hanno meno paura

Il rilevamento commissionato dalla Unipol: &quot;«Sembra di trovarsi di fronte a un altro Paese&quot;. L'esperto Ilvo Diamanti: &quot;Finita l'ansia che ha attanagliato la gente nell'ultimo anno&quot;<br />

Roma Gli italiani si sentono più sicuri. Hanno meno paure e guardano al futuro con un pizzico in più di certezze. Rispetto ad appena un anno fa «pare quasi di trovarsi di fronte ad un altro paese», scrive il professor Ilvo Diamanti nel commentare i risultati della ricerca realizzata da Demos per la Fondazione Unipolis (fondazione d’impresa di Unipol Gruppo Finanziario), in collaborazione con l’Osservatorio di Pavia.
È proprio Diamanti illustre politologo (e sicuramente non imputabile di simpatie per il centrodestra ma semmai per l’opposizione) ad annotare, anche con una certa sorpresa, che «sembra finita la grande paura che aveva attanagliato a lungo la società italiana negli anni scorsi fino a raggiungere livelli eccezionali nei mesi che vanno dall’autunno del 2007 fino alla primavera del 2008». Una paura che fu registrata proprio da Demos in una ricerca analoga condotta un anno fa.
Il dato di fatto è che gli italiani dopo circa sei mesi di governo di centrodestra hanno meno timori. Prima di tutto rispetto alla crescita della criminalità e ai rischi legati alla incolumità personale. Per la prima volta da anni infatti questo dato è in calo. Dal picco del 2007 quando era l’88 per cento degli intervistati a ritenere che la delinquenza fosse in aumento, nel 2008 si registra finalmente un calo all’82. Se si chiede poi di giudicare questo incremento nella propria zona di residenza il dato scende al 40 per cento. Dunque solo quattro italiani su dieci ritengono che la propria area sia a rischio. Il timore più diffuso resta quello di trovarsi dei rapinatori o dei ladri in casa, 21 per cento. Poi quello di subire una truffa legata ai sistemi di pagamento elettronico e un furto dell’auto, 19.
Dato interessante, che in qualche modo si contrappone all’accusa rivolta al governo dal centrosinistra di dipingere sempre gli immigrati come dei delinquenti, riguarda l’atteggiamento verso gli stranieri in generale. Scende, nella percezione degli italiani, il legame tra immigrazione e criminalità: a ritenere l’immigrato un pericolo per l’ordine pubblico è ancora il 36 per cento ma invece il 42 considera gli immigrati come una fonte di arricchimento e apertura culturale. Fondamentale per il 71 per cento degli intervistati il fatto che le persone si conoscano e si frequentino maggiormente per sentirsi più sicuri.
Tra i cittadini comunque resta forte la richiesta di protezione e sicurezza. Otto persone su dieci vogliono vedere nelle loro strade più poliziotti e carabinieri. Ed è proprio su questo fronte che le iniziative del governo di Silvio Berlusconi sono andate incontro ai bisogni degli italiani ricevendo in cambio fiducia.
Se Diamanti nel commentare i risultati addebita, almeno in parte, l’aumento del senso di insicurezza durante il governo di Romano Prodi a una pressione mediatica esercitata durante la campagna elettorale poi lo stesso Diamanti osserva che il governo Berlusconi, subito dopo l’insediamento, «ha avviato molti interventi dall’elevato impatto simbolico» come l’impiego dell’esercito e i provvedimenti restrittivi nei confronti degli immigrati. Interventi che «hanno riscosso un ampio consenso e incontrano anche ora un elevato grado di adesione fra i cittadini».
Sembra ovvio osservare a questo punto invece che un provvedimento come l’indulto varato da Prodi ebbe un effetto devastante sul senso di sicurezza dei cittadini visto che poi ci furono conseguenze concrete e un aumento di atti criminali perpetrati spesso proprio da chi era stato scarcerato grazie all’indulto. Al di là degli «amplificatori politici e mediatici» dei quali parla appunto Diamanti.
Ma c’è una nuova emergenza che preoccupa gli italiani e che in questo senso forse li distoglie anche da altri timori: quella economica. Nonostante la crisi finanziaria globale la paura di perdere i propri risparmi riguarda soltanto un quarto della popolazione. Il 33 per cento degli italiani teme di non riuscire ad avere la pensione e il 38 di non arrivare ad avere abbastanza soldi per vivere. Cresce la paura della disoccupazione, 34 per cento. Questi nuovi timori per Diamanti possono aver giocato un ruolo di «ammortizzatore emotivo, contribuendo ad assorbire e a relativizzare l’impatto delle minacce alla sicurezza personale».