Sicurezza sul lavoro? Ignorata

Daniele Petraroli

Sono in quattro, armeggiano con dei picconi e un martello pneumatico sul terrazzo dell’edificio sotto il sole di un caldo sabato romano d’inizio estate. Qualcun altro cammina sulle passerelle che portano alle impalcature. Il tutto senza caschi di protezione o imbracature di sicurezza. Addirittura in tre sono a torso nudo mentre un altro ha i sandali ai piedi invece di scarponi idonei al lavoro. Dalle finestre del palazzo di fronte si vede benissimo: quello all’angolo tra via Amedeo II e via San Quintino, nel cuore del quartiere Esquilino, sembra proprio il classico cantiere in cui non sono rispettate minimamente le norme di sicurezza. Uno di quelli di cui si sente parlare, periodicamente purtroppo, nel caso di tragedie sul posto di lavoro. Ma questa volta c’è di più. L’edificio infatti è, con ogni probabilità, di proprietà del Comune di Roma e ospita alcuni uffici della polizia municipale.
Le targhe accanto all’ingresso, al numero 14 di via Amedeo II, sono due. Una risale al tempo del fascismo e recita «Opera assistenza materna istituto Enrico Modigliani», l’altra, più piccola e di plastica, ha su scritto semplicemente «Comune di Roma I Circoscrizione». A conferma della presenza dei vigili ci sono due auto della Municipale posteggiate fuori. In più con una semplice domanda vien fuori che lì oltre a una scuola materna c’è anche un ufficio dei vigili urbani. Altra stranezza è la mancanza dei cartelli informativi. Per legge dovrebbe essere indicato il committente, l’ingegnere a capo del cantiere e la ditta cui sono appaltati i lavori. Ma non c’è nulla di tutto questo, o almeno non è esposto in maniera visibile all’esterno. Né in via Amedeo II, né in via San Quintino dove, al numero 11, si trovano le impalcature. Anche gli orari dei lavori non sono regolari, a sentire i residenti della zona. «La mattina cominciano alle sette e mezzo, otto, come indica la legge - racconta un signore del palazzo di fronte - ma anziché smettere alle cinque, proseguono a lavorare con il martello pneumatico fino alle sette di sera inoltrate». Il tutto sotto gli occhi, non tanto vigili questa volta, della polizia municipale.