Sicurezza, tabaccai in piazza: "Abbandonati dallo Stato"

In ottomila al corteo per chiedere più sicurezza. "Siamo i bancomat della criminalità". Il presidente di Confcommercio Sangalli: "Dal governo tolleranza zero contro i criminali". Ricevuti al Viminale

Roma - La giornata di lotta dei tabaccai per chiedere più sicurezza si è chiusa nel segno della speranza. "La grande disponibilità dimostrata dal vice ministro dell’Interno Marco Minniti ci fa ben sperare circa l’accoglimento delle nostre istanze in materia di sicurezza" ha detto il presidente della Federazione italiana tabaccai (Fit) Giovanni Risso, al termine dell’incontro che una delegazione della categoria ha avuto al Viminale.

Ottomila in corteo La delegazione Fit è giunta al ministero dell’Interno al termine del corteo che ha attraversato il centro di Roma, da piazza della Repubblica a piazza Barberini, al quale hanno partecipato, secondo le stime degli organizzatori circa ottomila persone giunte da tutta Italia. Qui è stata ricevuta dal viceministro Marco Minniti alla presenza del vicecapo della Polizia Nicola Cavaliere.

L'allarme: reati in aumento nel 2007 Con il corteo la Fit aveva voluto lanciare un grido di allarme: nei primi sei mesi del 2007 i reati subiti dai tabaccai italiani sono aumentati del 10,5% rispetto al 2006 e del 22,3% rispetto al 2005. A sfilare dietro un grande striscione con la scritta «Al servizio dello Stato, abbandonati dallo Stato» erano migliaia di tabaccai preoccupati delle condizioni in cui svolgono il loro lavoro. Tra loro anche il fratello di Francesco Gaito, il tabaccaio di 47 anni ucciso l’8 ottobre scorso a S.Antimo, in provincia di Napoli e i familiari di altri tabaccai uccisi durante rapine.

"Siamo i bancomat della criminalità" Sventolavano le bandiere bianche e blu della Fit e molti indossavano un «fratino» con la scritta «Siamo i bancomat della criminalita». Gli esercenti hanno chiesto maggiore vigilanza delle forze dell’ordine e la possibilità di poter ricevere pagamenti via bancomat, per non essere costretti a tenere molti contanti in negozio.«C’è chi vende fumo meglio di noi» era scritto su un cartello. Al corteo ha partecipato anche Carlo Sangalli, presidente della Confcommercio: «E' intollerabile - ha detto - che una troppo lunga striscia di sangue attraversi, nel nostro Paese, il mondo del lavoro, bisogna incalzare il governo, perché ci sia tolleranza zero nei confronti della criminalità.