Sicuro ed elegante. L’uomo di Armani è tutto nei dettagli

Milano - Nella galleria delle certezze maschili soffia un vento nuovo che pure viene da lontano. Le inconfondibili immagini di Luchino Visconti e di Gabriele D'Annunzio fanno da sfondo alla superba sfilata di Giorgio Armani andata in scena ieri a Milano. In passerella, però, compare un uomo dei nostri giorni, quello che tutte le donne vorrebbero incontrare e che gli altri uomini dovrebbero imitare per essere davvero chic il prossimo inverno. Lo stesso miracolo (di questo bisogna parlare in un mondo che banalizza tutto e confonde Kubrick con Star Trek) avviene con la straordinaria collezione D & G. Che è sottilmente dedicata a 007 anche se dell'agente segreto nato dalla fervida fantasia di Jan Fleming nel 1953 resta solo il gusto per l'impeccabile stile sartoriale proposto in forme e proporzioni moderne oltre a un tocco di sana ironia come la fondina della mitica Beretta trasformata in porta I-Pod.
Dunque gli stilisti che hanno i negozi pieni di gente ma vuoti di merce, evitano come la peste le riletture didascaliche di mondi passati a miglior vita, ma da questi prendono gesti, riferimenti e allusioni con cui costruire un moderno impero dei segni. Si fa strada così una nuova teoria: l'utilità del rito della sfilata maschile solo quando ci sono novità plausibili per i consumatori. Armani, per esempio, ha trasformato le classiche vestaglie d'annunziane in una serie di giacche di velluto leggermente imbottito che qualsiasi uomo potrebbe indossare dal mattino alla sera. Dal grande regista di capolavori come «La terra trema» oppure «Il Gattopardo» ha preso la rilassata eleganza delle polo di cashmere sotto alle giacche formali e quel sublime gusto della contraddizione per cui il sartoriale si deve sempre sposare con la praticità: un lusso che ha ragione di essere. «Sono due personaggi che hanno fatto epoca: D'Annunzio con la sua eccentricità e Visconti per esser stato capace di sdrammatizzare le sue nobili origini con molta naturalezza», spiega Armani. Niente di decadente, quindi, ma una ricerca di assoluti che in fondo manca nel guardaroba moderno e che lo stilista rende ancor più contemporanea con sorprendenti accostamenti di materiali (poliestere e coccodrillo, morbido velluto e rustico tweed, tecnico nylon e fodere ultra preziose) ma soprattutto nei colori. La sinfonia dei toni sottobosco sfuma nelle classiche fantasie maschili per il giorno ma prevede tocchi eccentrici per esempio nel giaccone di pelliccia color muschio sui pantaloni di velluto blu royal, oppure nelle scarpe di vernice bluette che Armani stesso definisce azzardate anche se utili per far capire che uno smoking fatto a mano può essere una necessità moderna per uomini con un certo tipo di vita. Il più bello compare su Cayetano Rivera, famoso matador spagnolo scelto come testimonial della linea Su Misura di Armani, al braccio della nipote Roberta in passerella. Innovativa in tutte le sue parti anche la collezione di Calvin Klein disegnata da Italo Zucchelli che è riuscito a sintetizzare il dinamismo di New York in una serie d'incroci pericolosi ma molto ben riusciti come i tessuti tecnici anche per gli abiti da sera, la nappa ingabbiata in uno speciale PVC molto morbido, le tute da ginnastica con i modelli da ufficio. Per la scelta cromatica qui siamo sulla scala dei grigi tipica della griffe, mentre Kean Etro gioca con il color polenta del metro da sartoria per lanciare un messaggio forte e chiaro: gli accostamenti tra tinte improbabili e classiche fantasie maschili sono possibili e molto chic solo se si parte dalla costruzione sartoriale dei capi e da una scelta di tessuti da conosseur.
Lo pensa anche Paolo Gerani che per Iceberg propone magnifici pullover ispirati ad artisti come Rothko e Basquiat, ma fa qualcosa di veramente nuovo solo quando incrocia il blazer con la giacca a vento: un capo imperdibile. Ottima prova anche da Gaetano Navarra: una moda ad alto tasso di concretezza, con un colpo di genio nelle paillettes costruite tagliando al laser delle lenti di vecchi Ray Ban.