Siena cade ancora, Milano nella nebbia

La capolista ko anche con Montegranaro. Teramo batte l’Armani confusa anche dalle voci sul futuro: Corbelli cede a Sabatini?

Nella nebbia di un campionato dove tutto sembrava scritto e dove molto si dovrebbe scrivere, andando dietro a pettegolezzi tipo la cessione della Virtus da parte del proprietario che ora vorrebbe Milano, i campioni di Siena perdono la seconda partita consecutiva nel supplementare di Porto S.Giorgio contro la Premiata Montegranaro dove oltre a Ford, Thomas, il glaciale Garris del finale, si sono visti anche gli italiani Vitali ed Amoroso.
Giornata per sussulti meravigliosi come quello di Varese che ha infilzato la solita Benetton senza difesa o di Cantù implacabile contro Capo d'Orlando; come quello di Rieti che, dopo aver mandato via due americani presuntuosi, ha fatto con quello che aveva in cascina andando ad espugnare il campo di Biella.
Continua a correre, ma anche a scalciare, Avellino che sul campo della Virtus dopo aver preso in mano la partita (42-28 dopo 20') si è fatta rimontare risolvendo soltanto ai supplementari una gara che aveva in mano, mentre la gente di Bologna chiedeva a Pillastrini perché di troppe scelte.
Continua invece a tossire l'Armani che chiude la serie negativa di Teramo prendendo quasi 20 punti, infilzata da Tucker (28) e dal reverendo Powell (23) nella giornata dove Danilo Gallinari, con 29 punti, ha fatto il massimo nella giovane carriera, unico segnale forte in un'altra giornata che schiaccia Milano nella parte meno nobile della classifica.
Dicevamo delle voci e dei tormenti sull'Armani con il Corbelli deciso ad andarsene ma cedendo a chi vuole lui, mentre Armani respinge un cambio assurdo come quello Calabria-Aradori. Confusione che non aiuta nessuno perché adesso fra le voci di possibili compratori stranieri, di cordata Milan-Inter rafforzata dallo stesso stilista, la gente ha perso il contatto con una squadra alla quale si era ravvicinata negli ultimi due anni. Strano sentir dire anche da Meneghin (intanto auguri per il compleanno, anche se in ritardo) che la squadra era buona. Quale? Difficile andar dietro a certe dichiarazioni d'affetto, a certe uscite di un presidente che sembra davvero deciso ad affidarsi al Sabatini che sembra stanco dei mugugni di una Virtus dove in tanti vogliono la testa dell'allenatore.