Siena incorna la Lottomatica Milano torna a sorridere

Alle cinque della sera i campioni di Siena inciucchiscono il toro con più pretese, quello che Roma pensava di aver preparato bene senza capire la differenza fra una squadra ed un gruppo di ragazzi presuntuosi. Venti punti di scarto (68-88) con l'espada Lavrinovic che infilava il 20° punto in una partita dove lui era l'uomo della stoccata, ma dove il solito immenso Stonerook è stato quello che ha fatto piegare le gambe del torello di Repesa.
Veroniche fino a stordire il popolo dell'Eur che alla fine si è messo ad applaudire chi ricamava ancora basket pur avendo la partita in mano e tanta stanchezza nelle gambe.
Doveva essere la partita per farci scoprire che finalmente qualcuno aveva costruito una squadra per sfidare i campioni in carica da due anni, ma si è capito subito che le teste e il gioco erano troppo diversi: Siena faceva tutto quello che voleva, magari non sempre benissimo, arrivando quasi sempre sopra le corna della Lottomatica, Roma faceva quello che le era permesso, ma lo faceva senza umiltà, agitata anche per le cose più semplici, contratta non soltanto nel tiro da 3 (1 su 16!), ma persino nei liberi (19 su 27). Venti minuti nella scuola taurina di Pianigiani, un terzo quarto di cariche a testa bassa fino ad avere in mano il pallone per il meno 4 sbagliato dal ragazzo Jennings, che non crescerà bene se considererà il palcoscenico italiano utile soltanto per avere un posto alto nelle prossime scelte Nba, che non vede intorno a sé compagni con la stessa maglia, ma questa è la malattia di fondo della nuova Roma rimasta rometta. Le distanze sono le stesse dell'anno scorso a meno che Roma non faccia subito chiarezza e riporti il sorriso dentro una squadra dove non si può essere professionisti infelici.
La stessa cosa pensavano a Milano quando a mezzogiorno, dopo 10 minuti nel derby contro Cantù, davanti a 7000 persone, poco meno di quelli che erano all'Eur, il punteggio diceva 14-15 e tutti avevano facce da funerale. L'Armani che si sente circondata dalla sfortuna, dalle voci di chi parla di variazioni in sala musica, ritrovava soltanto nel 3° quarto la difesa e Mason Rocca, scopriva la vera dimensione di Hall e decideva che la strafottenza di Vitali poteva anche essere utile. Parziale di 12-0 per mettere a nudo tutte le debolezze della Ngc che non ha la stessa anima del passato, prima vittoria in casa andando anche oltre gli 80 punti (88-78). Felicità vera, ma attenzione a non prendere abbagli e la stessa cosa deve fare il basket che ha scelto Meneghin come presidente.

Risultati: Teramo-Caserta 89-82; Milano-Cantù 88-78; Roma-Siena 68-88; Avellino-Ferrara 66-70; Pesaro-Udine 83-79; Treviso-Montegranaro 80-65; Biella-Fortitudo Bologna 91-69; La Fortezza Bologna-Rieti 74-64.
Classifica: Siena punti 12; Roma, Treviso, La Fortezza Bologna e Montegranaro 8; Milano, Avellino, Cantù, Teramo e Pesaro 6; Fortitudo Bologna, Ferrara e Biella 4; Rieti, Udine e Caserta 2.