Siena di nuovo grande ha fatto piccola Roma

I suoi mettono Repesa nei guai: squadra farfallona, 20 palle perse, 8 su 17 nei liberi. Treviso cade a Teramo, terza sconfitta

Oscar Eleni

Le squadre costruite male perdono le partite e la faccia, quelle nate sane, se sbagliano, ritrovano la loro strada. Siena lo fa alla grande dopo Varese, riscoprendosi il gruppo che voleva essere guidato da Forte e McIntyre, esaltando l'atleticità di Benjamin Eze ed inserendo nei tempi giusti anche Baxter, mentre Roma, continuando a raccontarsi bugie sulle qualità di giocatori tipo Hawkins, Ilievski o Luca Garri - ieri spedito in spogliatoio prima della fine, perché a Repesa non piacciono i farfalloni, così come non gli piacevano a Bologna - si è bruciata le piume (84-68, ma era anche a meno 30) ed è pronta a farsi arrostire da un calendario che non le lascerà respiro.
Simone Pianigiani a Siena ha lavorato sulla febbriciattola varesina, non ha lasciato spazio a chi vedeva l'involuzione del gioco, cercando, come l'anno scorso, di chiamarsi fuori e risolvere da solo. Ha preteso impegno, lega comune, è andato subito sul 20-8 al primo intervallo approfittando anche del fatto che Repesa, per far capire bene le cose, è partito con in quintetto il Marmarinos muscolare che verrà confermato in squadra al posto del francese Moizo, uno di qualità, ma fermo da due anni, troppo costoso, secondo i dirigenti romani, dopo la spesa forte di oltre 700.000 euro per avere Askrabic, il più positivo ieri, 18 punti. Siena si gode la nuova luna, le manca solo Datome e non ottiene ancora il meglio da Vladimir Boisa, dopo aver provato la giusta paura, aspettando che il calendario la metta di nuovo sotto esame: in coppa a Gerusalemme, poi in casa con Capo d'Orlando, quindi il Kimsky e Pozzecco in Russia, prima della trasferta a Cantù e del faccia a faccia con la Fortitudo. Intanto tallona la Virtus capoclassifica passata bene anche a Livorno.
Per la Lottomatica i numeri che vengono fuori sono sconcertanti: 20 palle perse, percentuali misere nel tiro da tre e persino nei liberi (8 su 17) prima di farsi tostare in Europa a Tel Aviv ed Atene, di andare a Napoli dove Jasmin avrà bisogno di molto aiuto. Oggi dovrebbe essere annunciato il passaggio di Moizo ad un'altra squadra e l'arrivo dalla Dynamo Mosca del regista texano Mike Dejuan Chatman, metri 1,87, classe 1978, mandato via dai russi, uno che tra le mele cotte di Roma porterà la sua rabbia - e speriamo soltanto quella - mentre Bodiroga si esaurisce lentamente e fa fatica a capire compagni così poco generosi.
Ma la domenica delle disgrazie ha colpito anche i tutti verdi (e tricolori) di Treviso, caduti a Teramo: terza sconfitta in campionato.
Sabato Milano ci ha messo un po' a dimenticare le cadute fuori casa con Montegranaro, sorprendente ogni settimana di più dopo la rimonta e il successo su Scafati e Udine, è andata sotto di 13 con Biella, prima di cercare qualcosa di meglio nel cuore dei suoi difensori, portata alla luce da Blair, ben gestito da Garris, dal talento di Gallinari, che deve essere più coinvolto, in tutto, dal solido Schultze che sa davvero come farsi amare dall'allenatore, dalla squadra, dalla gente, pur non essendo un fenomeno, anche se qualche medaglia al collo la porta.