Siena tra le otto grandi d’Europa, l’ultima impresa di Pianigiani

Risalire senza bombole, senza la vera squadra costruita in estate, tornare a galla dopo aver perso le prime due partite della seconda fase: soltanto Siena poteva farcela perché questo Montepaschi riassemblato dopo l'infortunio di Bo McCalebb, il migliore nella prima parte della stagione, è davvero un gruppo speciale, allenato bene, gente che per quanto possa essere soddisfatta di se stessa non si accontenta mai. Simone Pianigiani è il generale, ma non poteva fare tutto da solo: ci voleva un gruppo, una bella società, servivano giocatori che sono capaci di tuffarsi su ogni palla vagante appena capiscono che non hanno abbastanza forza offensiva per vincere, appena si rendono conto che sarà la difesa a salvarli.
E' accaduto contro l'Efes di Istanbul, avendo come incubo quella scritta luminosa che girava intorno al campo sullo sponsor dell'Eurolega, le linee aeree turche, è avvenuto nella serata dove Mossa e Rakovic, due facce nuove, si sono sintonizzati sull'impresa, quando Zizis è stato ben sostenuto anche dai cambi di Marko Jaric, l'ultimo arrivato nel gruppo, un principe che si era seduto dopo una brillante carriera anche nella Nba, nel momento in cui tutti hanno portato un mattone, prima Lavrinovic, Kaukenas e persino Hairston che sembrava irrecuperabile fisicamente e poi anche i tre italiani Carraretto, Michelori e Ress.
Dopo l'anno nero dove l'Italia del basket era fuori da tutto qualcosa luccica in fondo alla strada. Siena fra le prime otto d'Europa, Caserta e Treviso con buone possibilità di andare fra le finaliste del secondo trofeo continentale.
Il nostro calcio se la passa davvero meno bene e allora in alto i calici per il Montepaschi che la prossima settimana chiuderà a Madrid la qualificazione in una partita inutile, visto che Siena è già promossa come il Real di Ettore Messina imbattuto nella seconda fase, pensando senza angosce al futuro confronto con l'Olympiakos Atene al meglio delle cinque partite, con la eventuale bella in Grecia.
Ora serve tempo per rimettere a posto una squadra spremuta che entra fra le 8 grandi con Barcellona, che poi organizzerà anche le finali dal 6 all'8 maggio, che affronterà nella terza fase o i baschi del Vitoria o i lituani del Lietuvos, Maccabi accoppiato con il Panathinaikos, Real a cui spetterà la vincente dell'ultima sfida fra Valencia e Ulker Istanbul.