Siena La regina del basket ha peccato di gola, ora rischia l’Europa

La paura di Siena, adesso che ha perso contro la Fortitudo dai mille peccati, l'imbattibilità, dopo 19 vittorie consecutive in campionato e 3 per arrivare alla sua prima coppa Italia, è soprattutto la nostra, perché non vorremmo che la crisi fisiologica, normale in stagioni lunghe, arrivasse proprio nel momento in cui si decide tutto per l'eurolega. Giovedì dovrà battere il Cibona Zagabria per essere sicura del secondo posto nel girone, ma poi dovrà sgombrare la mente perché sembra già scritto che per arrivare alle finali di Berlino del primo maggio dovrà eliminare, al meglio delle 5 partite, una squadra potente come il Panathinaikos Atene che avrà anche il vantaggio del fattore campo, in caso di sfida decisiva.
Nel campionato, dove guida con 10 punti di vantaggio sulla seconda, la Lottomatica Roma che affronterà domenica a mezzogiorno, non cambia niente, ma, come si sa, il basket decide il suo titolo in primavera con i play off e allora ci si diverte ad immaginare quanto possono essere spaventati a Siena, sapendo che sono altri che girano con una trave nell'occhio.
Il Montepaschi è la squadra più forte d'Italia, e questo non è in discussione, anche se l'errore c'è stato nel non prendersi mai pause mentali. Orgoglio per dimostrare sempre qualcosa, un peccato di gola e vanità che potrebbe costare in Europa ed è questo che spaventa, perché quando Siena vinse con 18 punti di scarto sul Cska sembrava che la luna fosse diventata verde come la maglia dei bicampioni d'Italia.
Qualcosa non funziona fisicamente e mentalmente, lo si è visto nella battaglia persa ai rimbalzi, nelle faticose partite di coppa Italia. Bisognava rilassarsi un po' e scegliere bene, senza ascoltare chi ti incitava a vincere, stravincere. Peccato di gola che ora richiede una dieta, ma è proprio in questi momenti che Siena ha dimostrato di essere qualcosa di speciale. Deve soltanto incanalare la rabbia, guarire col Cibona e poi aspettare il Panathinaikos bella fresca e bella come sempre.