Siena ritrova lo scudetto guidata da un debuttante

La Virtus esce a testa alta, ma i toscani vincono in tre partite Sato e Stonerook le anime. Titolo all’esordio per il tecnico Pianigiani

da Siena

Tamburi e chiarine per dare alla verbena il colore di uno scudetto, il secondo per il Montepaschi che arriva a sposarsi con il sogno dopo aver sofferto tanto. Perché la Virtus di ieri sera era tutto meno che una damigella rassegnata a starsene lontano dalla festa. Crosariol e Giovannoni, i tiratori delle V nere per far soffrire, meditare il popolo senese che si è liberato dall'angoscia dopo aver trovato tutte le emozioni fino al 90-82 finale. Kaukenas chiude il conto dopo una gara 3 piena di incubi perché niente veniva facile come nella splendida gara 2, quella che ha sigillato lo scudetto, perché la voglia di far presto e chiudere tutto aveva riportato a galla vecchi difetti, egoismi che in certe serate si pagano se gli altri segnano con più del 50% al tiro, se a rimbalzo vanno più su i tuoi avversari (27-33). Ci voleva pazienza, niente è stato facile, ma forse è giusto che sia stato così perché nella notte e questa mattina, al risveglio la vittoria di una società, di un progetto, di un allenatore esordiente, verranno valutati nella giusta maniera, capolavoro al primo esame di Stato per Simone Pianigiani, il ragazzo della Lupa che sognava una giornata così. Tutti bravi a turno, ma Sato è stato il collante e Stonerook l'anima anche se poi i premi li hanno avuti altri, da McIntyre a Kaukenas, se i baci li ha presi quasi tutti Forte, se è salito sopra tutti il talento atletico di Eze, se Baxter ha conosciuto qui la gioia che un estate in prigione sembrava negargli. Festa grande, bella notte, tormentata notte, grande raccolto per Minucci e la sua squadra.
La prima parte della notte da dedicare allo scudetto sembra il finale di «Quattro matrimoni e un funerale»: tutto pronto per la cerimonia, ma lo sposo si nasconde, prova a fuggire. La Virtus libera la mente dei tiratori e colpisce duro quando a metà del primo tempo Forte stende il tappeto del + 5. Il problema è che nessuno ci cammina sopra, il Montepaschi ritrova l'egoismo di chi ha voglia di ovazioni finali, cominciando da McIntyre e la Virtus, seguendo Giovannoni (10 p.) e Best (8) si aggancia e chiude in vantaggio, dopo la sosta a 55" dalla fine per una schiacciata di Crosariol che spacca il canestro. La paura diventa una tenaglia, la gente che era pronta a tutto, ma non a soffrire, trasmette poca energia e soltanto Sato fa tutto quello che serve, ma è solo, mentre dall'altra parte tutti danno una mano cominciando dalla difesa di Gugliotta, dai canestri di Drejer e Vukcevic per un massimo vantaggio bianconero di +12 a 1'29" dall 'intervallo lungo.
Cercare abiti da battaglia serve a Siena per ricucire fino al canestro della parità di Forte a 1'54" dalla fine del terzo tempo, ma qui la Virtus, con un Giovannoni suntuoso e un Crosariol che arriva 13 punti e non si spaventa davanti a nulla, dà un altro calcio al turibolo dell'incenso che confonde tutti, anche gli arbitri, chiude sul + 4 che è neve di metallo. Si alza anche il sindaco Maurizio Segni, va alla balaustra, prende la sposa per le orecchie, ma la Virtus tiene e si oppone alla cerimonia. Crosariol ed Ilievski rispondono a Kaukenas, Forte crea e serve assist. Blizzard a 5'35" dalla fine rimette avanti la Virtus, ma cadendo si distorce la caviglia. Stonerook da leone, Mc Intyre per il + 5 a 3'35" da quello che potrebbe essere l'ultimo gong della stagione. Crosariol arriva a 21 punti e fa cadere dalla sedia l'organista pareggiando a 2'19" dall'epilogo. Ma Kaukenas esce dalle nebbia e trova l'anello per il 3+1 che a 2'01" porta in cielo il secondo scudetto nella storia del Montepaschi sposato alla Mens Sana.