Siena scivola, Virtus sola in testa

La Vidivici liquida Montegranaro, toscani sconfitti ad Udine. Passo falso di Milano

Oscar Eleni

Zare Markowski, macedone con sale in zucca, nervi forti, belle idee, scappa con i regali di Natale insieme alla sua VidiVici Virtus che lascia nel carbone Siena, fino a ieri compagna di viaggio in testa, Milano, fino a ieri illusa di essere già una grande squadra, Treviso, fino a sabato sera convinta che bastasse un'oasi verde a rigenerare giocatori spremuti oltre la loro resistenza.
Prima della sosta per vedere l'embrione di una Nazionale che sabato a Torino affronterà gli stranieri del campionato, bisogna mettersi il paraorecchi per non sentire il freddo che circonda isole dove si facevano già i conti senza l'oste che resta, per ora, la Virtus Bologna, mentre il mago Ataman ha scoperto che la sua Fortitudo è una squadra fatta male davvero, affondata anche a Reggio Emilia dove ha subito 95 punti da chi viveva già l'angoscia di una retrocessione che ora, con i successi di Avellino, ma fategli un monumento a questo Boniciolli, e appunto della Bipop, tirano dentro al cerchio di fuoco della retrocessione Cantù che ha resistito tre tempi a Roma prima di sentire le pive della Lottomatica che Repesa prova a rendere decente, sapendo di trovarsi davanti al Muro Torto.
Virtus in allungo progressivo sulla gioventù di Montegranaro, dopo aver saputo della caduta della Benetton in casa contro Capo d'Orlando, ma facciamo pure un monumento a Perdichizzi, dove aver visto Jerome Allen rifare il trucco alla Snaidero che ad un certo punto si è spaventata di avere anche 22 punti di vantaggio contro Siena che fino a ieri era in testa alla classifica. Treviso è quella malaticcia che avevamo visto a Milano, dove cantavano già in maniera sguaiata, figurarsi come poteva essere dopo una trasferta a Kaunas, la festa in Ghirada, una sfida che non sembrava stimolarla, ma questo è un peccato che in un campionato di basso profilo si pagherà spesso. Per Siena la crisi che prende squadre rifatte nella struttura e ritoccate nell'anima, non sempre tutte le digestioni sono facili. Mentre Varese sente profumo di buona classifica non ci resta che valutare ancora il passo falso della Milano caduta dopo essere stata avanti due tempi, sciogliendosi fra i lupi di Avellino. Non parliamo della Fortitudo che adesso torna sotto schiaffo della proprietà, proprio per i 15 giorni di sosta, avendo come sola scusa l'assenza di Thomas. Virtus e la sua solitudine che ricorda tante cose, ma prima di tutto che se hai un buon giardiniere riesci a ritrovare radici anche dove pensavi che fosse stata buttata la calce viva.