Sieroterapico ultimo atto Chiuso per sempre il «fortino della droga»

Ieri alle 18 la polizia dovrebbe aver messo definitivamente la parola fine alle occupazioni abusive dell’ex sieroterapico di via Segantini. Dovrebbe perché questo è solo l’ultimo di una lunga serie di sgomberi iniziata 17 anni fa, quando la cascina abbandonata venne occupata da decine di clandestini delle più disparate nazionalità. Comunque ieri alle 18 la polizia, dopo aver portato via una cinquantina di stranieri, hanno sbarrato gli ingressi e riconsegnato lo stabile alla proprietà che ha organizzato un servizio di vigilanza privata per impedire nuove intrusioni.
Così dopo due interventi, il primo dei carabinieri una decina di giorni fa, il secondo della questura, il «supermarket della droga» dovrebbe essere chiuso per sempre. Una illegalità iniziata all’inizio degli anni ’90 quando l’area divenne ricettacolo di spaccio, furti e prostituzione. Nell’ultimo anno i carabinieri della compagnia Porta Magenta diretti dal capitano Vittorio Stingo, avevano bloccato una trentina di pusher. Lavoro inutile: venivano prontamente rimpiazzati e il traffico continuava, con 150 dosi spacciate mediamente ogni giorno. Del resto il «fortino della droga» riforniva un po’ tutti i Navigli, uno dei punti di riferimento della «movida» milanese. Qui arrivavano a rifornirsi i ragazzotti in cerca di una notte di sballo ma anche disperati, maschi e femmine indifferentemente, pronti a concedersi sessualmente per una dose. Sicuri di trovare, dal mattino fino a notte inoltrata, ogni tipo di sostanza stupefacente: cocaina, eroina, hashish. Merce custodita nelle gabbie di cinque pitbull, guardiani del «tesoro» nel corso delle poche ore in cui l’esercizio rimaneva chiuso. Il traffico era gestito da una gang di egiziani, 28 persone tra trafficanti, «cavalli» e sentinelle, sgominata appunto il 20 novembre con l’irruzione dei militari. Le forze dell’ordine fermarono decine di stranieri, soprattutto nordafricani e peruviani, finite poi in questura per fotosegnalazione ed espulsione.
Ma chiaramente fino a quando la struttura rimaneva permeabile, portar via gli stranieri risultava esercizio inutile, perché immediatamente si ricostituiva il gruppo di «inquilini». Così ieri mattina la questura ha deciso di porre la parola fine a uno scandalo infinito. Gli agenti dell’ufficio stranieri, sostenuti dai colleghi della Celere e dai carabinieri del Battaglione mobile, hanno fatto irruzione ieri all’alba bloccando una cinquantina di persone, di varie nazionalità. Una ventina erano in regola o quanto meno provenivano da Paesi europei, gli altri, 29 per la precisione, sono stati portati in via Fatebenefratelli per l’identificazione ed eventuale allontanamento. Poi gli ingressi sono stati murati e presidiati dalla vigilanza privata.
A breve dovrebbe partire il risanamento dell’area, per altro già iniziato nella parte del complesso che dà su viale Liguria. Il progetto prevede cinque edifici destinati a residenza privata, spazi commerciali e 100mila metri quadrati di verde fra la Darsena e i due navigli Grande e Pavese.