Sigillata area di Santa Giulia: acqua è avvelenata

Operazione della Finanza: sotto sequestro l'intera area del gruppo Risanamento, di Zunino, nel nuovo quartiere di Milano, valore un miliardo di euro. Le accuse: gestione di rifiuti non autorizzata e avvelenamento delle acque. Nove gli indagati. L'Arpa: al momento nessun rischio per i residenti

Milano - La guardia di finanza ha messo sotto sequestro l’intera area di Santa Giulia, facente capo alla proprietà del gruppo Zunino. Il sequestro rientra in una operazione denominata "Peter Pan". In questi giorni era attesa la perizia disposta dalla procura di Milano sulla bonifica dell’area. Nel corso della mattinata, i finanzieri del nucleo di polizia tributaria di milano, su disposizione del gip del tribunale di Milano, Fabrizio D’Arcangelo, hanno eseguito il sequestro preventivo dell’area Montecity-Rogoredo, di proprietà della Milano Santa Giulia Spa facente capo al gruppo Zunino. I reati contestati a vario titolo sono di attività di gestione di rifiuti non autorizzata e avvelenamento delle acque.

L'inchiesta Le indagini, coordinate dai pm di Milano Laura Pedio e Gaetano Ruta, sono state svolte con il contributo del corpo forestale dello Stato, dell’Arpa e della polizia locale di Milano. In particolare, spiega la guardia di finanza in una nota, le diverse relazioni presentate hanno evidenziato, tra l’altro, l’inquinamento della falda acquifera sottostante l’area Santa Giulia, con superamenti dei limiti di legge di alcune sostanze pericolose per l’ambiente e la salute, tra cui alcune cancerogene. Su alcuni terreni dell’area, inoltre, sarebbero stati eseguiti scavi non autorizzati, nei quali sarebbero state poi "riportate", senza alcun titolo, scorie di acciaieria, da trattare, invece, come rifiuti.

Il nuovo quartiere L’area Santa Giulia, che ha un’estensione pari a circa un milione di metri quadri e un valore di mercato approssimativo di circa un miliardo di euro, occupa gli spazi che furono un tempo degli stabilimenti chimici della Montedison e dell’acciaieria Redaelli. Nel 2000, il gruppo Zunino propose, con un programma integrato di intervento (pii), il riutilizzo dell’intero complesso urbanistico presente: nacque così il futuristico Progetto Montecity, elaborato anche dall'architetto britannico Norman Foster, che prevede la realizzazione di un vasto programma di edilizia sociale e convenzionata, con investimenti privati stimati in circa 1,6 miliardi di euro.

Sequestri Nel corso dell’inchiesta, la polizia giudiziaria delegata ha eseguito anche numerose perquisizioni che hanno portato al sequestro di documenti utili alle indagini, come  ad esempio certificati di analisi di laboratorio dei campioni delle acque e dei terreni svolte nel tempo e documentazione amministrativo-contabile relativa all’esecuzione delle opere di bonifica e di smaltimento dei rifiuti.

Le persone indagate Sono nove le persone indagate, a vario titolo, per attività di gestione di rifiuti non autorizzata (discarica abusiva e smaltimento illecito) e avvelenamento delle acque nell’inchiesta dei Pm Laura Pedio e Gaetano Ruta della Procura di Milano. Tra loro ci sono l’imprenditore Luigi Zunino, l’ex ad di Sadi, Giuseppe Grossi, il dg di Risanamento, Davide Albertini Petrone, e l’ingegner Claudio Tedesi, direttore della Asm di Pavia. La vasta area posta sotto sequestro preventivo dalle fiamme gialle è quella su cui sorgevano un tempo gli stabilimenti chimici della Montedison, e una piccola parte sulla quale c’era l’acciaieria Redaelli. Si tratta di un’area non costruita ma sulla quale è stato impiantato il parco "Trapezio" a cui confini sorge una scuola, che sembrerebbe essere stato realizzato con terra di cui non si conosce la provenienza. Dai controlli effettuati dai tecnici sulle acque delle due falde sottostanti il terreno sequestrato è risultato un inquinamento fortissimo anche da sostanze cancerogene come mercurio e solventi, e sostanze come il cloruro di vinile, tricloro metano e tricloro etilene.  Gli altri indagati sono Ezio Streri, Silvio Bernabé ex ad Milano Santa Giulia Spa, Vincenzo Bianchi (ex Lucchini Artoni), e Bruno Marini e Alessandro Viol della Edilbianchi che si sono occupati del movimento terra.

L'Arpa: al momento nessun rischio per i residenti L’inquinamento della falda sotterranea "al momento non costituisce un elemento di rischio sanitario per i residenti, ma tale inquinamento andrà comunque rimosso per assicurare che nel tempo la situazione non si estenda". A dirlo è l’Arpa Lombardia che, "nell’ambito del sequestro preventivo dell’area Montecity-Rogoredo eseguito, questa mattina, su mandato della Procura di Milano - si legge in una nota - ha collaborato con le forze dell’ordine alle operazioni di sequestro e, precedentemente, alle indagini che hanno portato a definire lo stato di contaminazione delle aree. Il sequestro ha lo scopo di mantenere inalterato lo stato dei luoghi per consentire tutti gli approfondimenti necessari sullo stato dell’ambiente e per evitare ulteriori peggioramenti della situazione. Le indagini svolte dall’Agenzia per l’Ambiente hanno infatti evidenziato la presenza di inquinanti nei terreni e nelle acque sotterranee (falda sospesa e prima falda) presenti nell’area".