Sigilli all’Hollywood: «È una trappola»

Le accuse contestate: sovraffollamento e uscite d’emergenza bloccate dalle auto

Una trappola per topi dove un incendio si trasformerebbe in un massacro, un locale paragonato dal giudice Guido Salvini a «una nave da crociera in cui il numero delle scialuppe di salvataggio sia di molto inferiore a quello dei passeggeri». E a salvarsi sarebbero solo i clienti «speciali», la gente del privé. Questo è l’Hollywood, la discoteca più famosa di Milano e forse d’Italia, il palcoscenico dei calciatori e delle starlette, di Fabrizio Corona e dei ragazzi dalla coca facile. Alle tre di ieri pomeriggio, la polizia si presenta in corso Como e mette i sigilli al locale. Una serie impressionante di violazioni alle norme di sicurezza fa scattare il sequestro dell’Hollywood a tempo indeterminato. Fin quando le regole non verranno rispettate, i vip della notte milanese dovranno trovarsi un altro locale. Davide Guglielmini, manager della discoteca (i cui proprietari sono Giorgio Baldaccini e Vito Cardinale) è indagato.
Che per l’Hollywood si annunciasse tempesta era opinione corrente già dall’autunno scorso, quando indagando sulle imprese di Fabrizio Corona e del suo entourage la Procura aveva accertato che nel privé di corso Como la cocaina correva con eccessiva facilità. E siccome la legge antidroga punisce severamente chi consente che un locale pubblico ospiti il consumo di stupefacenti, dalle costole ancora aperte di quell’indagine una serie di guai per i proprietari della discoteca appaiono inevitabili. Quello che però piomba ieri sull’Hollywood è un fulmine del tutto imprevisto. Si scopre che da oltre un anno una sezione specializzata della polizia, agli ordini del pm Piero Basilone, indagava sulla violazione sistematica delle condizioni di sicurezza. E sulle complicità che hanno consentito all’Hollywood di restare aperto in tutti questi anni in barba alla legge: come il Certificato antincendio rilasciato dai vigili del fuoco prendendo per buone modifiche mai avvenute.
In sintesi: l’Hollywood è un locale sovraffollato (fino a 700 persone invece delle 520 consentite) in cui quattro delle sei uscite di sicurezza sono inaccessibili al pubblico normale, visto che danno sul privé, la zona vip; come se ciò non bastasse le uscite sono quasi sempre bloccate dalle auto posteggiate all’esterno e dai tavolini di un alto locale, il Lolappaloosa; un incendio è possibile, poiché il divieto di fumare viene sistematicamente disatteso, i rilevatori di fumo non sono attivi, e il suono dell’allarme, quando anche scattasse, si perderebbe nel frastuono. Conclusione: se l’Hollywood andasse a fuoco in una sera di folla, a salvarsi non sarebbero più di centocinquanta persone.