Il sigillo di Clarke al Bmw Asian Open Brilla pure Molinari

Il sorriso è tornato sul volto simpatico ed accattivante di Darren Clarke, uno dei giocatori più carismatici e validi del golf europeo. Il campione irlandese, vincitore in carriera di 10 tornei, pedina insostituibile nelle ultime edizioni di Ryder Cup era giustamente ed umanamente entrato in crisi profonda con la perdita nel 2006 della bella e giovane moglie Heather colpita dal «brutto male». Un Clarke tornato solo qualche mese più tardi in campo, trascinato dall’affetto dei suoi compagni di Ryder, risorto in quell’occasione al K. Club, ma poi nuovamente sprofondato nel suo dramma umano. Un Clarke che però non ha mai smesso di voler tornare ai suoi reali valori, traguardo finalmente e felicemente raggiunto domenica scorsa con la vittoria nel Bmw Asian Open. Sul percorso del Thomson Shanghai Pudong Golf Club Darren si è ritrovato al comando dopo le prime tre giornate di un torneo che vedeva in campo giocatori di tutto valore come Retief Goosen e Michael Campbell, vincitori, tra loro, di ben tre Open degli Stati Uniti, oltre ad altri campioni di rilievo del Tour europeo ed al meglio del golf asiatico. Sulle ultime 18 buche Darren Clarke - cosa più comprensibile nel suo stato d’animo - ha avuto il classico momento della «paura di vincere» perdendo tre colpi in quattro delle seconde nove buche e permettendo all’olandese Robert Jan Derksen di rifarsi sotto ed affiancarlo. Ma la classe non è acqua, e Darren è tornato il campione che è nelle ultime tre buche e soprattutto sull’ultimo green dove, imbucando un putt per il birdie di almeno 15 metri si è aggiudicato per un colpo, sull’olandese, il suo undicesimo torneo in carriera e una prima moneta di 243mila euro che lo ha fatto balzare al 14° posto dell’ordine di merito europeo.
Un Bmw Asian Open giocato su un gran bel campo, ma in condizioni meteorologiche non facili che hanno messo però in risalto le doti del nostro Francesco Molinari. Il campione dell’Open d’Italia 2006 dopo una flessione nel secondo giro (75 colpi) che lo relegava al 39° posto, sapeva reagire con due giri finali in 68 e 69 che lo riportavano prepotentemente in terza posizione al fianco del «debuttante» del Tour europeo Robert Dinwiddie e al più esperto giocatore di Taipei Won Tang Lin. Con i 75.500 euro intascati a Shanghai Molinari occupa ora la 46ª posizione nell’ordine di merito europeo con poco meno di 200mila euro vinti in stagione.
Negli Stati Uniti, l’ormai affermata stella australiana Adam Scott ha messo nel carniere il suo sesto successo sul Tour americano. Il ventottenne campione aussie, dopo un veloce andata e ritorno in Australia alla fine del Masters, è tornato negli Stati Uniti dove ha vinto in Texas il Byron Nelson Championship dopo un playoff - durato tre buche - con Ryan Moore, che era riuscito a rimontare nelle ultime 18 buche, grazie a un giro in 68 colpi contro i 71 di Scott. Per Moore, ovviamente deluso, è questa la quarta volta che arriva secondo, mentre per Adam Scott, decimo nel World ranking, la vittoria nel Byron Nelson gli è valsa una prima moneta di 1.152.000 dollari e la consacrazione a miglior giocatore australiano oggi in circolazione.
Questa settimana da giovedì (diretta Skysport dalle 15,30) il Tour europeo torna in Europa con la disputa dell’Open di Spagna sul percorso del Real Golf Club di Siviglia. In campo per i colori azzurri Emanuele Canonica, Paolo Terreni, Edoardo Molinari ed il recente vincitore del campionato italiano della Pgai, in quel di Margara, Alessandro Tadini. A riposo, dopo le fatiche asiatiche, Francesco Molinari prima di tornare in campo la settimana successiva nel 65° Open d’Italia del quale parleremo diffusamente martedì prossimo su queste pagine e nell’allegato speciale «Golf Style».