Siglata la pace con Mediaset «Riparto dal giornalismo»

Davanti a una torta per i trent’anni di carriera il conduttore ha presentato i nuovi programmi

Laura Rio

da Milano

Una bella torta di panna montata e la pace è sigillata. Davanti a decine di fotografi e giornalisti. Ieri mattina, nella sede Mediaset di via Paleocapa in centro a Milano, sono stati celebrati i ritrovati buoni rapporti tra Maurizio Costanzo e l’azienda per cui lavora da un quarto di secolo. In prima fila, durante la conferenza stampa, il vice presidente Pier Silvio Berlusconi e il direttore di Canale 5 (in partenza per altro incarico) Giovanni Modina. Sulla torta, dai colori giallo rossi della Roma, campeggiava un enorme numero «trenta» per festeggiare la lunga attività del guru della televisione italiana. Tutto passato dunque: il lungo braccio di ferro che ha visto contrapposti il giornalista e i vertici aziendali in primavera è cosa dimenticata. Anche perché Costanzo ha ottenuto ciò che desiderava: spostarsi dalla (poco visibile) mattina di Canale 5 al pomeriggio. Passaggio avvenuto attraverso la chiusura di Verissimo, la conduzione di Buona domenica affidata a Paola Perego e la formula «in collaborazione con la testata Videonews (la struttura che cura l’approfondimento Mediaset)», che risolve i problemi burocratici con i giornalisti che collaborano ai nuovi programmi.
Costanzo dunque ieri è venuto fino a Milano per presentare i suoi due nuovi nati: Buon pomeriggio e Conversando. Il primo andrà in onda dal 18 settembre, dal lunedì al venerdì, su Canale 5 dalla 17.10 alle 18.10. Il secondo alla domenica dalle 18.50 alle 20. «Dopo dieci anni - ha detto Costanzo spiegando i motivi per cui ha lasciato la conduzione di Buona domenica per tornare a fare solo giornalismo - avevo voglia di uscire dal varietà: dopo un po’ di anni è ripetitivo, è difficile inventarsi qualcosa di nuovo. Mentre le interviste sono sempre diverse». «Del resto - ha aggiunto - la mafia mi ha fatto un attentato perché facevo giornalismo, non il circo». Gli ha fatto eco Berlusconi junior: «Di programmi che fanno il circo (cioè l’intrattenimento) ce ne sono tantissimi. Di quelli di buon giornalismo un po’ meno».
Il titolo della trasmissione, Buon pomeriggio, «è una autocitazione - dice il giornalista - l’ho ripresa dalla trasmissione radiofonica che feci nel 1970 con Dina Luce. Mentre il mio primo programma Bontà loro andò in onda proprio trent’anni fa il 18 ottobre 1976. Su un giornale lo definirono un “talk show” e io preoccupato chiamai Guglielmi per chiedergli se era una definizione negativa. Mi spiegarono che voleva dire “show di parola” e mi piacque». Nel nuovo talk ci sarà ovviamente spazio per l’attualità con qualche puntatina sul gossip (due minuti con Platinette tre volte la settimana) e si affronteranno i temi sociali cari a Costanzo. Dalla questione delle adozioni alle nuove problematiche legate all’anzianità (per esempio l’uso dei farmaci); alle perversioni sessuali (andando alla scoperta di una clinica che le cura), alla “bruttezza” (il caso della ragazza che si è fatta allungare le gambe). Conversando (che chiude la domenica pomeriggio) sarà un’intervista con uno o più personaggi del momento (magari anche nella formula «uno contro tutti»): nella prima puntata, il 24 settembre, ci sarà Mara Venier «che ne avrà da raccontare sulla sua fuoriuscita da Domenica in e poi vorrei ospitare Malgioglio che si sta strappando i vestiti perché non lo fanno più lavorare in Rai dopo lo scandalo vallettopoli». E la sua erede, Perego, come la vede a Buona domenica? «Difficile fare previsioni, il pubblico è sempre strano. Ma mi sembrano ottimi professionisti».
Poi il discorso si allarga sulle ultime vicende televisive. Riotta al Tg1? «È bravo e farà un buon lavoro anche se ritengo che Mimun abbia fatto un buon Tg». L’intervista della Ventura a Moggi? «Io non l’avrei invitato. E solo una come lei può definirlo un eroe popolare, vuol dire che non conosce il significato di quelle parole». Lorena Bianchetti, che prende il posto della Venier a Domenica in? «Non so come farà: è un’illustre sconosciuta, l’ho vista ad Al posto suo, mi sembra che non c’entri nulla con la domenica».