Signor Carraro, ci ridia la serie A

Egregio signor Carraro, prendo atto delle sue parole delle quali non dubito che gli organi federali «siano composti da persone di elevata professionalità e di grande livello morale». Purtroppo questi signori hanno commesso errori e perseverato in questi condannando ingiustamente il Genoa in serie C, quando la squadra aveva conquistato sul campo la serie A. Le affermazioni del prof. Franchini sono emblematiche della situazione ed i bigliettini della Caf sono la ciliegina sulla torta che ha come finale una condanna già scritta. Evidentemente ella «non ha ben presente quanto la Città abbia dato al calcio italiano» diversamente come Capo Supremo della Federazione doveva attivarsi per una giustizia giusta e non tollerare favoritismi alla Juve, alla Roma, Lazio ecc. perché la lista sarebbe troppo lunga.
Le sue ultime parole sono un’autentica presa in giro: «L’antica storia del Genoa è segnata da episodi esaltanti e da altri tristi: è con la compostezza e la serietà dei comportamenti che si risorge nei momenti peggiori». Complimenti, signor Carraro, noi eravamo risorti l’11 giugno u.s. col ritorno in serie A e la nostra felicità è stata distrutta da persone «degne» di appartenere al solo mondo del calcio, ma, non in quello della giustizia italiana che è garantista, mentre loro hanno disatteso le più elementari norme di uguaglianza e legalità.
Desidero ricordarle che ella nelle potenzialità della sua carica doveva intervenire bloccando il giudizio e licenziando in tronco le persone che si sono permesse di prendere in giro il presidente Preziosi, i legali, il popolo genoano e la città di Genova, che non ha bisogno dei campionati di calcio 2012 per essere vetrina di civiltà perché lo è sempre stata; sono sentenze assurde che generano violenza in tifosi feriti a morte che urlano per non morire, e di questo qualcuno dovrà rendere conto alla sua coscienza e alle Istituzioni. Lei è il capo, Lei deve restituire al Genoa la serie A indebitamente tolta; e se nel marasma del pianeta calcio, con leggi proprie asservite al più forte questo potere le viene a mancare ella si deve dimettere per il bene del calcio italiano. Sulla pelle del Genova non si costruiscono i Campionati del 2012!
Con furore
P.S. è la terza lettera che Le scrivo, desidero risposta perché come tifosa contribuisco a far esistere la Figc e voglio essere rispettata.