Il «Signor G», una stella che non si spegne mai

Quest’anno Giorgio Gaber avrebbe compiuto settant’anni. Per ricordare il maestro, l’autore, l’interprete e l’amico, scomparso il 1° gennaio del 2003, artisti e intellettuali si daranno appuntamento dal 25 novembre al 14 dicembre nella sua città, per il festival-tributo «Milano per Gaber»: un mese di incontri, spettacoli, letture, proiezioni dedicati alla figura e al pensiero del «Signor G». La manifestazione, nata a Viareggio nel 2004 da un progetto della Fondazione Giorgio Gaber, e proseguita a Milano nel 2007 in collaborazione con Comune, Provincia, Regione Lombardia e Piccolo Teatro, spazierà dalle performance teatrali all’approfondimento culturale, fino alle attività didattiche. «Un progetto ambizioso», ha sottolineato la figlia Dalia Gaberscik, presidente della fondazione, «ma importante, non solo per restituire nella giusta prospettiva la figura di Gaber e la sua straordinaria eredità, ma per farla conoscere alle nuove generazioni che non hanno potuto vederlo dal vivo». Per questo, ha concluso la figlia, «ringrazio gli amici del mondo della cultura, dello spettacolo, del giornalismo, e tutti quelli che ci sostengono nelle attività». Attività che in questi tre anni hanno riscosso grande affetto e calore da parte del pubblico milanese e non solo, al punto che «dal prossimo anno vorremmo replicare il festival in estate, in gemellaggio con Viareggio», ha annunciato l’assessore agli Eventi del Comune, Giovanni Terzi. Che invita a «porre fine a inutili rivalità tra le città su eventi e personaggi che appartengono al patrimonio culturale di tutti gli italiani». Al contrario, prosegue Terzi, «occorre lavorare insieme e trovare un comune denominatore in grado di unire ed arricchire, anziché sottrarre». Ad aprire la kermesse sarà Gioele Dix che il 25 e 26 novembre, al Piccolo Teatro Studio, porterà in scena Se potessi mangiare un’idea, accompagnato da Silvano Belfiore al pianoforte e da Savino Cesario alla chitarra (ore 20.30, via Rivoli 6). Lo spettacolo, che conclude una tournée estiva tra i maggiori festival italiani, ripercorre alcune tappe significative del repertorio gaberiano: quelle, ha spiegato Gioele Dix, «che ho amato di più e che considero decisive anche per il mio percorso artistico». A seguire, il teatro-canzone di E pensare che c’era il pensiero, protagonista Maddalena Crippa (2 e 3 dicembre, ore 20.30) che rielaborerà «al femminile» il messaggio dell’artista. Il 13 dicembre invece, al Teatro Parenti, Enzo Iacchetti interpreterà i successi anni Sessanta in Chiedo scusa al Signor Gaber, accompagnato dalla Witz Orchestra (ore 21, via Pierlombardo 14); mentre lunedì 14, gran finale allo Strehler con Io quella volta lì avevo 25 anni: una raccolta di sei monologhi scritti da Gaber e Luporini tra il 1999 e il 2000 e mai rappresentati prima, che saranno letti e interpretati da Claudio Bisio, accompagnato al pianoforte dal maestro Carlo Boccadoro (ore 20.30, largo Greppi 1). Numerosi gli approfondimenti culturali: dall’incontro con Paolo Rossi all’Università degli Studi (il 9 dicembre, ore 17, via Festa del Perdono 7, ingresso libero) alle lezioni-spettacolo a cura di Andrea Pedrinelli (già sperimentate con successo la scorsa stagione) nelle scuole medie e superiori della città. Prosegue anche il «Progetto Gaber»: il concorso promosso dal ministro all’Istruzione Mariastella Gelmini che invita gli studenti degli istituti superiori a rielaborare l’opera di Gaber attraverso testi e progetti audio-visivi. I vincitori della scorsa edizione saranno premiati sabato 28 all’Auditorium Giorgio Gaber (Grattacielo Pirelli, ore 17) nel tradizionale appuntamento con «gli amici del Signor G». In quell’occasione, saranno presentati i lavori vincitori degli studenti dell’Accademia di Brera (ispirati all'album uscito postumo, Io non mi sento italiano), la puntata monografica de La storia siamo noi di Radio Educational e il doppio dvd Giorgio Gaber – gli anni Novanta, che chiude il progetto quadriennale dedicato all’artista con filmati inediti degli spettacoli e dei suoi lavori più recenti.