Il «signor nessuno» consegnato ai pm

Lui, Aldo Patriciello (nella foto), all’immunità aveva già rinunciato, per «evitare la sospensione del processo» e «appurare in tempi celeri la mia totale estraneità ai fatti contestati». Ieri il Parlamento europeo ha confermato, con 643 voti contro 5 e 12 astenuti, che l’eurodeputato (Fi/Ppe) non potrà avvalersi dell’immunità, perché l’inchiesta che lo coinvolge a Campobasso riguarda reati previsti dal testo unico dell’edilizia, relativi al periodo in cui l’europarlamentare era vicepresidente e assessore della Regione Molise, che non hanno a che vedere con «opinioni e voti espressi nell’esercizio del mandato di deputato». Strano metro, quello dell’Assemblea di Strasburgo, che a suo tempo diede l’immunità a Massimo D’Alema, che pure era coinvolto nella vicenda Unipol, non in un caso di opinioni o voti espressi in quanto eurodeputato. Più semplice la vicenda, affrontata ieri, relativa all’attuale ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta (Fi/Ppe) che avrà dell’immunità (652 voti contro 7 e 11 astenuti), perché il processo che lo riguarda a Firenze nasce dalla denuncia per diffamazione da parte di un ex diplomatico, Giuseppe De Michelis di Slonghello, accusato di essere un ex spia del Kgb nel libro «Le mani rosse sull’Italia», curato da Brunetta e basato sul cosiddetto archivio Mitrokhin.