La Signora bussa a casa di Terminator per entrare in Europa

Nello stadio che fino al 2005 è stato intitolato ad Arnold Schwarzenegger - nato e cresciuto nel villaggio agricolo di Thal, a due chilometri da Graz - la Juventus cercherà fin da stasera (ore 21,05) di mettere una seria ipoteca sulla qualificazione al tabellone principale di Europa League. Contro gli austriaci dello Sturm (letteralmente "tempesta"), i cui colori sociali sono peraltro bianconeri, urge un piccolo salto di qualità rispetto a quanto visto contro i volenterosi irlandesi dello Shamrock Rovers: nulla di trascendentale, visto che sempre di Europa B si tratta, però sarà meglio tenere gli occhi aperti e non concedere troppo spazio a Roman Kienast, bisontino di 190 cm con il vizietto del gol. Non è Dzeko, ma può far male. Chi invece ha già fatto maluccio è Amauri, ma in altro campo: martedì sera, all'uscita di un ristorante a due passi da Torino, si è visto contestare un'infrazione per divieto di sosta prendendosi poi a male parole con un paio di carabinieri che lo hanno denunciato per oltraggio a pubblico ufficiale. Ieri sono arrivate le scuse del neo-azzurro, ma la brutta figura resta e certo Marotta non avrà gradito: oggi comunque il numero undici dovrebbe giocare regolarmente da titolare e avere al suo fianco Diego, tolto ieri dal mercato da Marotta, evidentemente insoddisfatto dall'offerta di 14 milioni del Wolfsburg. Vero o no che sia - e in attesa di imbarcare uno tra Krasic ed Elia - la Juve oggi avrà altri pensieri non potendo fallire l'accesso all'Europa League: «Concordo con chi ci ha criticato dopo la mezza partita del Trofeo Tim contro l'Inter - ha ammesso Del Neri -. La squadra che voglio io è quella vista poi contro il Milan. Felipe Melo? Spero di averlo in condizione per l'inizio del campionato». Oggi quindi toccherà ancora a Marchisio e Sissoko cucinare in mezzo al campo.
NAPOLI Cavani può aspettare: contro gli svedesi dell'Elfsborg (ore 21), terzi nel loro campionato, Mazzarri si affiderà al gruppo che si è guadagnato la qualificazione europea. «Cavani lavora con noi solo da una settimana e non voglio mandarlo allo sbaraglio - ha spiegato il tecnico -. Non è una partita da esperimenti: loro sono al top della condizione fisica, noi no. La pressione della piazza? La sentiamo tutti, ma chiedo alla gente di non essere impaziente».
PALERMO Contro gli sloveni del Maribor (ore 20,30), sempre sconfitti quando hanno giocato in Italia, i siciliani (imbattuti in casa propria da 27 partite) hanno tutti i favori del pronostico e, ancora privi dell'infortunato Miccoli ma con Liverani regolarmente in campo, si affideranno ai due baby Pastore e Hernandez, scintillanti nelle prime uscite. Già venduti quasi 25.000 biglietti: «È la partita più importante dell'anno», ha sentenziato Delio Rossi.