La signora col diploma Usa per «inventare» matrimoni

Anna Marinello ha importato la moda di togliere ai fidanzati qualsiasi «preoccupazione»

Pamela Dell’Orto

Vai in America e in qualsiasi angolo - persino nella provincia più sperduta - trovi una «wedding planner». Una signorina (di bell’aspetto) con tanto di diploma, che organizza nei minimi dettagli il giorno del sì. Una signorina che poi alle volte finisce per innamorarsi del suo committente più carino (vedi il recente film con Jennifer Lopez, che si intitola appunto The wedding planner). Ma questa è un’altra storia. La storia di Anna Marinello, bella signora milanese sulla quarantina (senza problemi sentimentali), inizia in un certo senso quando arriva a Detroit con il marito. Il fatto è che si deve inventare un lavoro e inizia a guardarsi intorno. La prima cosa che nota è che ogni americano con la vaga intenzione di convolare a nozze si procura una di queste organizzatrici di matrimoni. La cosa la diverte e la intriga, e così anche lei inizia a frequentare un paio di corsi. «Poi sono entrata in contatto con la comunità italo-americana, e quando hanno saputo di questa mia vocazione, hanno voluto a tutti i costi che io organizzassi un matrimonio all’italiana. È qui che ho capito che questo sarebbe stato il mio mestiere». Quando la signora Marinello torna a Milano, decide di importare nella sua città la figura della «wedding planner», «anche se qui c’è una cultura molto diversa: gli americani spendono cifre esorbitanti per sposarsi, in Italia le coppie vogliono risparmiare».
Risultato: oggi la signora è proprietaria di un’agenzia - si chiama «Matrimoni d’autore» (viale Bianca Maria 10, telefono: 02-87390466) - che organizza tutto quello che gravita intorno al fatidico giorno del sì. E che ogni anno, tra l’altro, riceve centinaia di curriculum di neo laureati in Comunicazione che vorrebbero lavorare col lei. Dall’addio al nubilato/celibato («Molto speciale, come quella volta in un hammam e aperitivo a bordo piscina»), al vestito («Abiti da sogno per soli duemila euro»), alla location («Qui ci si può davvero sbizzarrire»), alla bomboniera (ci mostra una bottiglia di grappa spray a forma di diamante), fino alla luna di miele («Con l’aiuto di agenzie non convenzionali organizzo, per esempio, viaggi in Africa, in tende extra-lusso che si spostano con i novelli sposi, servitù al seguito»). L’agenzia pensa a tutto. Con un occhio al portafogli, perché «io conosco i fornitori e riesco a tirare sul prezzo». Così succede che, a seconda delle possibilità e delle scelte, si può spendere da un minimo di 15mila a un massimo di 35mila euro.
Ogni anno la Marinello fa convolare a giuste nozze una quarantina di coppie (dai 28 ai 35-40 anni, «prima non si sposa più nessuno»): ognuna di loro ha un matrimonio personalizzato. Perché, da vera «w.p.», Anna è anche un po’ psicologa. Anzi molto. «I ragazzi non hanno mai le idee molto chiare quando vengono da me. Io capisco subito che tipo di cosa vogliono e costruisco tutto intorno alle loro caratteristiche». Una volta si presentano due ragazzi un po’ spiantati che le dicono: «Noi abbiamo a disposizione solo un prato. Faccia lei». Risultato, un matrimonio da favola: lui e lei arrivano in vespa, pronunciano il «sì» davanti al sacerdote che celebra le nozze sotto il tramonto arancione. I teli gialli sul prato per i bambini. I petali sparsi sull’erba. E la cena illuminata da 650 candele alla citronella. Un successone. Un’altra volta tocca a una coppia più sportiva. Anna propone una cerimonia su un battello della Navigazione laghi che faccia il giro del lago di Como. I due fidanzati sono entusiasti, scelgono una chiesa di Varenna e danno appuntamento agli ospiti all’imbarcadero. «Nessuno sospetta niente, poi arriva questo battello trasformato in un ristorante di lusso e tutti restano a bocca aperta».
In un paio di occasioni, i futuri sposi vogliono proprio esagerare, e allora Anna alza il telefono e organizza una cerimonia da mille e una notte alle Bahamas. In due anni di attività, un solo cruccio: «Una volta, due ragazzi che avevano già organizzato tutto, a un mese dalle nozze si sono tirati indietro. Peccato perché avevamo scelto un bellissimo borgo tra Firenze e Siena». Peccato, ma sono i rischi del mestiere.