La signora Franca: «Ciampi, sei bellissimo»

Agli atleti: «Ora fatevi onore, fateci sognare, viva l’Olimpiade» Ai giovani: «Un giorno potrete dire fieri: noi c’eravamo»

Tony Damascelli

nostro inviato a Torino

Valentina Bettarini ha quindici anni e gioca attaccante nella squadra di hockey delle Eagles di Bolzano e della nazionale azzurra. Ha donato una mazzo di fiori di campo a donna Franca che con le labbra dipinte di rosa l’ha baciata sul viso e si è illuminata negli occhi. Carlo Azeglio si è tolto il cappotto e ha preso posto sul palco, davanti a lui e alla sua signora, stavano, agitate, duecento persone, gli atleti italiani e il resto della comitiva olimpica, c’erano anche le vecchie glorie che sono ancora giovani, Tomba e la Compagnoni e la Belmondo per dire. Gianni Petrucci dopo un ringraziamento brevissimo e intenso ha fatto felice la signora Franca. Il presidente del Coni ha preso una giubba azzurra, sulla schiena portava scritto Ciampi Italia, e ne ha fatto dono al Capo dello Stato. Ciampi ci ha messo su qualche secondo per aprire la zip: «Che cosa è questo, il cartellino del prezzo?» ha domandato ridendo, «Ma no! È la misura!», si sono affrettati a dire quelli del cerimoniale, agitati come gli altri duecento. Donna Franca a questo punto, con il marito di azzurro vestito, ha esclamato: «Fatti vedere, Ciampi sei bellissimo!».
Una coppia così non ce la meritiamo, perché la visita al Villaggio Olimpico di ieri, due ore tra applausi, foto ricordo eccetera, ha confermato l’assoluta normalità di un personaggio e della sua lady in un mondo dove vive e regna l’anormale a prescindere. Carolina Kostner è stata la seconda bambina a prendere le coccole della famiglia presidenziale. Aveva gli occhi gonfi, era partita dalla Germania alle quattro e mezzo e il traffico l’aveva portata fuori tempo all’arrivo, con ansia e angoscia dei funzionari del Coni. Ha preso dalle mani di Ciampi la bandiera tricolore e l’ha sventolata, due, tre volte. A lei l’onore di portarla in questi Giochi che sono bianchi e profumano di rosa, Valentina, Carolina, Manuela. «Che bella gioventù, anche mio marito è ringiovanito, lo vedo trasformato, entusiasta», donna Franca curava e seguiva ogni dettaglio, il giro in auto elettrica, il passaggio nel viale delle medaglie, la firma «Carlo Ciampi», stop, sul muro della tregua che era uno specchio illuminato dal sole e quindi il pranzo con un menù non proprio dietetico: agnolotti del plin, arrosto di vitello, verdure grigliate, insalata mista, macedonia di frutta fresca, torta paradiso, un bicchiere di rosso piemontese, quattordici attovagliati, Ciampi con alla propria destra la moglie e quindi Fabio Carta, Petrucci, la Di Centa, Pagnozzi, Fabris, Simionato, Carolina Kostner, Carrino, Compagnoni, Gros, Isolde Kostner e Castellani.
«Fatevi onore, fateci sognare, viva l’Olimpiade» ha concluso il presidente prima che la bandiera salisse sul pennone e gli atleti e i volontari e altri sparsi sul piazzale cantassero, senza urlarlo, l’inno di Mameli, commuovendo chi ancora crede nel rito senza sponsor e claque di pubblico (e proprio oggi uscirà un suo articolo sulla Gazzetta dello sport in cui esorta gli atleti a cantare l’Inno: «Fatelo, gli italiani vi sosterranno: in tante occasioni è stato di buon augurio»). Ciampi ha ancora una volta accennato al significato di lealtà e di pace che l’Olimpiade conserva, ha ricordato i Giochi di cinquant’anni fa a Cortina quando pochi, quasi nessuno (dico degli atleti) tra i presenti erano nati e per l’appunto ha detto. «Tra qualche anno, quando anche voi sarete vecchi potrete dire “Io c’ero”».
Ieri c’era una fetta grande dell’Italia che piace al presidente Carlo e alla signora Franca, le gambe tremavano alla Carolina Kostner che è abituata a stare in equilibrio sul ghiaccio ma con la bandiera in mano era una fatina incerta, il viso pallido di Valentina Bettarini si è avvampato dopo il bacio della Franca, i tre corazzieri di fianco al palco non hanno mosso un millimetro della lora altezza mostruosa, le guardie del corpo, invece, erano da film, pronte ad entrare in azione pur non essendoci azione alcuna. Erano le tre e un quarto di ieri pomeriggio quando la coppia è tornata in Prefettura per il riposo meritato. Dopo gli agnolotti e prima del discorso agli italiani e al mondo, stasera, allo stadio Olimpico.