Signora in ginocchio da Henry perde la sfida e anche la testa

Brutta Juve in Champions, presa a schiaffi dall’Arsenal e dal suo leader. Nel finale isterico cacciati Camoranesi e Zebina

Tony Damascelli nostro inviato a Londra In attesa di demolire lo stadio di Highbury l’Arsenal ha incominciato a demolire la Juventus. Due gol al fegato e alla testa dei campioni d’Italia che sbagliano un’altra esibizione di coppa, una delle mille, dominati nel gioco per tutto il secondo tempo, anche umiliati da due espulsioni sacrosante, Camoranesi e Zebina (i peggiori della notte nera), e poi da un «torello» che ha ubriacato i bianconeri e il manipolo di tifosi venuti a sognare dall’Italia a Londra. Niente da fare, la Champions non è cosa per la squadra bianconera, involuta, faticosa e affaticata, tradita dai suoi attaccanti multimilionari. Nessuno creda a Capello nel caso parli dei due assenti, Nedved e Del Piero, anche perché nella partita di ritorno non ci saranno Camoranesi, Zebina e Vieira squalificati, quindi nulla di nuovo sotto la Mole. L’Arsenal vola verso la semifinale a meno di clamorosi colpi di scena a Torino tra una settimana, ma questa Juventus non garantisce il minimo, figuratevi il massimo e il fantacalcio non è previsto dall’Uefa. Forse dal G14. La squadra bianconera ha preso il gol al 39’ del primo tempo quando sembrava che la partita non avesse molta storia. Vieira ha perso un pallone sciocco nella propria trequarti di campo sul contrasto con Pires, il francese ha immediatamente servito Henry sul quale Camoranesi ha ritardato la chiusura, è stata questa incertezza a permettere a Fabregas di infilarsi, Emerson lo ha perso nella finta e lo spagnolo in controtempo ha battuto Buffon con un gol da biliardo. Fino a quel momento molta confusione su entrambi i fronti, il vento ha condizionato il gioco ma certi errori di esecuzione, sempre dei soliti noti (Zebina e Ibrahimovic) hanno ribadito che la Juventus di questo periodo gioca ad handicap, con qualche defezione in difesa e in attacco. E non è il caso di parlare, come ho detto, dei due assenti, Nedved e Del Piero ma piuttosto della cocciutaggine di Capello. Il quale si ostina a mandare in mischia uomini che non hanno il passo e la testa, Zebina ne è il rappresentante principale. Se non fosse francese di sicuro abiterebbe altrove, così il giovane italiano Balzaretti resta in panchina, bloccato dal passaporto o da qualcos’altro di misterioso. Inesistente Camoranesi, nervoso, ammonito e dunque con la testa intossicata dalla squalifica che gli farà saltare il ritorno a Torino fra una settimana; impalpabile Mutu e per fortuna sua alle spalle Zambrotta ha corso come ai bei tempi, rendendosi tra l’altro protagonista di un recupero fantastico su Hleb mandato verso Buffon da Henry. L’attesa prova di Vieira, nel teatro che è stato suo per nove anni, è stata positiva fino a quell’episodio che ha sbloccato il risultato; il francese ha giocato tatticamente con intelligenza, per una volta meglio anche di Emerson, ha recuperato molti palloni, ha subìto una entrata dura dal proprio erede Fabregas, ha sentito qualche fischio dei vecchi tifosi ma non ha tradito la squadra come invece gli è capitato negli ultimi mesi. Ma dove la Juventus ha nuotato nell’aria è stato in attacco, Trezeguet non si è fatto mai vedere al tiro, anticipato dalla coppia Senderos-Tourè (forse il migliore di tutti) mentre Ibrahimovic, ormai stabile in avanti, ha perso palloni facili, alcuni li ha offerti ai sodali, ma come Trezeguet non è mai andato a concludere un’azione. L’Arsenal ha trovato improvviso sangue dopo il gol, Henry ha avuto la possibilità di stendere definitivamente la Juventus, il suo dribbling ha mandato altrove Thuram e Zebina, il diagonale è finito fuori mentre Buffon già aveva immaginato il peggio. Capello non ha cambiato nulla in avvio di ripresa, Trezeguet si è preso una ammonizione dopo un fallo su Senderos mentre Mutu ha aggiunto errori ad errori e l’Arsenal ha dimostrato una facilità di manovra mirabile. Il raddoppio è arrivato al 24’ dopo una combinazione con Fabregas. Qui la Juventus ha imbarcato acqua, Buffon ha salvato l’impensabile ma la squadra era a pezzi, nervosa, due espulsi, Camoranesi e Zebina, nemmeno un tiro serio verso la porta di Lehmann. E da oggi qualcuno dovrebbe abbassare la testa e la voce. E magari il salario.