La Signora in ginocchio si affida a Sant’Albano

Il nuovo ad vuole un codice etico, corteggia Baldini e conferma Capello

Alessandro Parini

da Torino

Carlo Sant'Albano è un signore dall'aspetto pacioso, con qualche chilo da buttar giù e occhialini da intellettuale. Nonostante i suoi 42 anni di età, ha già lavorato in mezzo mondo, si è laureato ad Harvard e da febbraio ricopre la carica di amministratore delegato dell'Ifil, la cassaforte della famiglia Agnelli. Da ieri, anche la Juventus è diventata casa sua: è stato infatti nominato amministratore della società bianconera dall'azionista di maggioranza, ovvero dalla stessa Ifil, fino al prossimo 29 giugno, data in cui è prevista la nomina del nuovo Consiglio. Consiglio di cui non faranno parte gli Agnelli, come ha spiegato John Elkann in un’intervista alla Stampa: «La famiglia sarà sempre vicina alla squadra, ma il nuovo consiglio sarà composto da professionisti e grandi sportivi». E aggiunge: «Bisogna voltare pagina. Ci siamo assunti pienamente le nostre responsabilità, ma non staremo a subire passivamente il polverone». Gli chiedono possibile che non vi siate accorti di nulla?. Risposta: «Era impossibile per i non addetti ai lavori. Il grado di conoscenza degli azionisti è basato sui documenti societari, che sono ufficiali e certificati. I comportamenti individuali sono in via di accertamento».
Non una parola invece da parta di Sant’Albano, solo un comunicato con virgolettati studiati a tavolino: «Ho ricevuto deleghe per provvedere al buon funzionamento della società fino al 29 giugno 2006, data in cui è prevista la nomina di un nuovo Cda e la designazione di un nuovo amministratore delegato della Juventus. In questo periodo di transizione lavorerò per far fronte ai problemi attuali, quali la selezione del nuovo management, il mantenimento di una stretta relazione con gli sponsor, la verifica dei contratti in essere e l'analisi approfondita dei progetti futuri che saranno trasferiti al prossimo amministratore delegato per la sua autonoma valutazione». Poi, una stoccata alla precedente gestione: «Particolare attenzione sarà riservata alla definizione di un codice etico, che attraverso la determinazione di specifici criteri di comportamento e di un adeguato sistema sanzionatorio, costituisca il punto di riferimento per chiunque intrattenga relazioni con la Società». Dal punto di vista tecnico, «stiamo lavorando per mettere a disposizione della Juventus un nuovo direttore sportivo che si affianchi all'allenatore Fabio Capello, con il quale abbiamo già iniziato il lavoro di preparazione della stagione 2006-07. Con lui seguiremo l'evolversi della situazione».
Il lavoro risulta essere già iniziato: ieri mattina, presso gli uffici della Ifil, lo stesso Sant'Albano, John Elkann e Gianluigi Gabetti hanno incontrato Franco Baldini per proporgli l'incarico di direttore sportivo: le parti si sono lasciate con un «arrivederci» ai prossimi giorni. Il matrimonio non c'è ancora stato ma con ogni probabilità si farà: probabile anche un'accelerata nelle prossime ore, prima cioè che Capello prenda l'aereo per andare in vacanza a Pantelleria, nella giornata di martedì. Meglio comunque andarci cauti: in caso di (probabile) retrocessione in serie B, non è detto che Capello accetti di rimanere.
Chi invece è deciso a giocare duro sono i Piccoli azionisti della Juventus che hanno chiesto «l'intervento del governo e il sequestro dei beni di Moggi e Giraudo» dato che «il titolo ha perso oltre 50% del valore». Per il coordinatore Diego Volpe le cose sono chiare: il tracollo «totalmente addebitabile al comportamento di alcuni dirigenti di primo piano». Cioè Moggi e Giraudo. Quindi i loro beni devono essere sequestrati «il prima possibile» a tutela dei risparmiatori.