Signora grandi sprechi. E all’ultimo minuto Pellissier la castiga

Iaquinta e Krasic mancano il raddoppio. Storari para un rigore,
espulso Giandonato. Marotta: «Sul mercato siamo attenti a tutto»

Se è vero che in un campionato fortuna e sfortuna si equilibrano, sarà meglio ricordarsi di quanto successo alla Juventus il 12 e il 19 dicembre 2010: vittoria contro la Lazio quando mancavano dieci secondi alla fine, pareggio subito dal Chievo quando alla fine dell’extra time non restava che poco più di un minuto. Così, dopo avere gioito per il rigore parato da Storari a Marcolini quando ancora si era sullo zero a zero ed essersi portati in vantaggio grazie a una rovesciata d’altri tempi di Quagliarella, la Juve va in vacanza con cinque punti di ritardo rispetto al Milan e con un certo amaro in bocca. Anche perché, rimasta in dieci per l’espulsione un po' affrettata di Giandonato (tribuna per Sissok, affaticato), la Signora aveva rischiato di chiudere la partita almeno due volte: un gol mangiato da Iaquinta (bravo Sorrentino, pollo lui) e una traversa colpita da Krasic dopo una cavalcata inarrestabile, avevano invece permesso al Chievo di crederci fino in fondo. La zampata di Pellissier arrivava in extremis e comunque non era scandalosa. «Abbiamo giocato in dieci per 45 minuti e il rosso a Giandonato mi è parso un po' dubbio, ma la squadra ha fatto il suo dovere - è l’analisi di Del Neri -. Prendiamo un punto, andiamo a casa e vediamo di passare un Natale sereno e in salute. Certo, in alcuni momenti dovremmo essere più smaliziati: fossimo per esempio andati sulla bandierina a far passare un po' di tempo, magari avremmo vinto. Però il calcio è anche questo, è uno sport fatto di situazioni favorevoli e non. Prendiamo un punto, andiamo a casa e vediamo di passare un Natale sereno e in salute. Il mercato? Vedremo. Ma possiamo giocarcela fino in fondo anche rimanendo così come siamo. «
«Fino a un minuto dalla fine eravamo secondi, poi hanno segnato il Chievo e il Napoli e noi siamo quarti - aggiunge Marotta -. Ora come ora conta più la prestazione, nettamente soddisfacente, che non la classifica». Conterebbe anche trovare un attaccante che, oltre a Quagliarella, la butti dentro: «Noi siamo attenti a tutto», chiude Marotta. Il quale un paio di giorni fa si era lasciato scappare che «l'attuale Juventus potrebbe attrarre giocatori non così contenti a casa propria». Identikit perfetto per, in ordine alfabetico, uno tra Benzema, Gilardino e Pazzini.