«La Signora ha la cattiveria della gioventù»

«Juventus-Milan ha promosso i bianconeri ed è l’ennesima prova che un gruppo molto forte può superare eccellenti individualità. Non credo però che la Juventus sarà la sola anti-Inter. Nel prosieguo del campionato verranno fuori altre antagoniste dei nerazzurri». È il giudizio di Marcello Lippi, commissario tecnico della Nazionale, dopo il big match che la Juve si è aggiudicata domenica sera. Parere autorevole e largamente condiviso dai colleghi. Per Luciano Spalletti non è stato ancora tutto scritto: «Stiamo assistendo a un campionato interessante, perché non ci sono risultati scontati - ha detto l’allenatore della Roma -. Ranieri ha fatto un buonissimo lavoro, con Del Piero e Buffon ha ricreato lo stile Juve. Il Milan ha ancora delle possibilità, anche se la perdita di Gattuso è molto pesante. L’Inter è la squadra più forte, ma ci sono ancora spazi per altri, noi all’inizio abbiamo stentato, ma da questo periodo buio siamo usciti ancora più uniti».
Della Juve ha colpito la determinazione e la conferma della fiducia ben riposta su un gruppo di giovani, in particolare Claudio Marchisio e Paolo De Ceglie, che promette molto. Azeglio Vicini si è soffermato su questo aspetto: «Il vantaggio di lanciare dei giovani è spesso sottovalutato - ha spiegato l’ex ct -. Portano entusiasmo e hanno un margine di crescita imprevedibile. Sono una sorpresa soprattutto per gli avversari, a quell’età e all’interno della stessa stagione, possono subire una maturazione che consente alla squadra ricambi validissimi. E poi la vittoria sul Milan dà alla Juve una grande spinta, i rossoneri si riprenderanno perché hanno squadra e allenatore eccellenti, anche se non credo che l’arrivo di David Beckham sia la soluzione ai suoi problemi. È un giocatore che può far fare un salto di qualità in una squadra che sta bene, non quando ci sono problemi evidenti. I numeri dicono che sono i bianconeri gli avversari numero uno dell’Inter. La Roma mi ha sorpreso negativamente, è in ripresa ma è troppo dietro».
Per Eugenio Fascetti questo Milan farà poca strada: «Qualcuno è al capolinea, ho visto Emerson rincorrere De Ceglie per metà campo e poi crollare. Se vuoi vincere lo scudetto non puoi avere certi cali e in difesa si deve marcare. La Juve ha meno qualità ma più voglia di emergere, ha cattiveria, mi ha fatto una grossa impressione. Comunque non darei così scontata la vittoria dell’Inter, è molto presto e la Roma lo scorso anno gli è arrivata a un passo quando sembrava già tutto fatto». Per Giovanni Galli la Juventus domenica sera ha dato un segnale al campionato, a se stessa e all’Inter: «I nerazzurri non vinceranno con 15 punti di vantaggio, la Juventus ha superato il periodo negativo e a gennaio farà cinque acquisti importanti e sicuri: Buffon, Camoranesi, Thiago, Legrottaglie e Trezeguet. Il Milan dipende troppo da Kakà, Ronaldinho deve crescere di intensità e Sheva deve tornare quello di prima, altrimenti il quinto posto della scorsa stagione si ripete».
Ma l’Inter cosa pensa? «È presto per dire che la Juve è l’anti-Inter - risponde Marco Branca -, mancano troppe partite e anche il ritardo del Milan non è così pesante, nove punti sono tre partite, ne mancano ventidue».