La Signora risposa la triade per vincere

Il tecnico: «Qui fino al 2009, poi l’avventura in Inghilterra»

Alessandro Parini

da Torino

Stasera, Juve-Roma. Ieri, il consiglio di amministrazione della società bianconera che ha sancito un passo avanti verso i futuri assetti dirigenziali della Signora: «Dirò a voi ciò che ho detto a nome della proprietà nel Cda - ha spiegato Gianluigi Gabetti, presidente dell’Ifil, ovvero la finanziaria attraverso cui la famiglia Agnelli controlla la Juventus -. Siamo qui per dare una testimonianza dei nostri sentimenti nei confronti della Juventus e per continuare questo rapporto tra la proprietà e il management che negli ultimi anni ha dato ottimi risultati. Vogliamo continuare su questa strada, abbiamo proposto ai vertici del Cda di collaborare direttamente alla stesura di un nuovo piano industriale, non faraonico però ambizioso e rigoroso al tempo stesso. La Triade, Giraudo compreso, è desiderosa di partecipare con noi alla stesura di questo progetto: lavoreremo in questa direzione e speriamo di trovare al più presto l'accordo. Il nuovo contratto? Spero il più lungo possibile: tendenzialmente sarà triennale».
Così il problema del gotha bianconero sembra risolto. Dice Franzo Grande Stevens: «La proprietà apprezza moltissimo quanto fatto finora ed è contenta del lavoro svolto dai dirigenti. Che siano bravi lo dicono tutti». Per arrivare al prolungamento del contratto della Triade, servirà comunque ancora un po’ di tempo: «La dirigenza parlerà con la proprietà. Ma immagino che si siano già detti qualcosa», la chiosa di Gabetti. A proposito di proprietà: d’ora in poi, sarà rappresentata all’interno del consiglio di amministrazione della società bianconera da Carlo Sant’Albano, nato a Torino nel 1964, sposato, padre di due figli. Da febbraio, Sant’Albano ricopre la carica di amministratore delegato dell’Ifil: sarà lui l’uomo con il quale Giraudo dovrà trovare l’accordo per il nuovo progetto industriale, «da definire entro la fine di ottobre 2006».
In realtà, non più tardi di una ventina di giorni fa lo stesso Giraudo aveva fissato in giugno il termine entro cui avrebbe chiarito il proprio futuro: ieri, la nomina di Sant’Albano e un nuovo scenario che non dovrebbe portare altri scossoni. Ieri è arrivato un altro successo: il bilancio semestrale mostra un utile di 2,1 milioni grazie ai diritti Tv.
«La Triade resta - ha commentato Moggi - e lo fa volentieri: la Juve potrà continuare nei suoi propositi vincenti. Siamo sempre stati in tre e continueremo a esserlo: questo Cda ha rappresentato un momento di disgelo». Nel senso, par di capire, che la famiglia più potente d’Italia ha risposto «presente» garantendo un adeguato supporto economico ai futuri progetti.
Una continuità che non può che far piacere a Fabio Capello, espostosi più volte nei mesi scorsi e, ancora ieri, dichiaratosi innamorato della Juve e del suo modo di lavorare: «Il mio contratto scadrà nel 2007, ma mi piacerebbe che la Juve fosse la mia ultima squadra di club e che quindi potessi rimanere fino al 2009. Dopo di che, confermo che gradirei allenare una Nazionale: se fosse quella inglese, sarebbe il massimo».
Tanti saluti allora al Real Madrid, cui pare che Don Fabio abbia detto «no grazie» proprio in questi ultimi giorni, dopo essersi convinto che sarebbe servita una vera e propria rifondazione. Meglio la sicurezza di Torino e della Juventus: «Di un eventuale prolungamento del mio contratto abbiamo cominciato a parlare, ma ci siamo limitati a qualche chiacchiera. Ogni giorno che passa, sono sempre più soddisfatto di quanto stiamo facendo: da fuori non conosci mai abbastanza le persone, dal di dentro ne apprezzi tutte le qualità».
Un vero e proprio atto d’amore: «Qui l’obiettivo è vincere sempre, il massimo che un allenatore possa chiedere. Abbiamo basi solide ma ci stiamo guardando intorno, anche se credo che sia praticamente impossibile far venire in Italia gente come Gerrard e Lampard». Mai dire mai.