Signore, avete una certa età è meglio se vi rivestite...

Pensare che se l’è presa con Iva Zanicchi, che ha aspettato la soglia dei settanta per cantare la meraviglia del sesso senza amore. «Iva, dammi retta, a una certa età certe cose... meglio lasciar perdere». Le ragazzine, si sa, si fanno sempre stregare dai cattivi esempi. Poi, come se niente fosse, si è presentata così, completo giacca e pantalone nero, sciarpina di seta al collo, fatta apposta per far intravedere la camicetta in pizzo trasparente, come se ci fosse ancora qualcosa da sbirciare. «Si vedeva il seno? - ha fatto finta di non essersi guardata allo specchio - Mah, dipende da come fai le cose. Se lo fai da mignotta è un conto, ma se lo fai con naturalezza che problema c’è? Non credo che ci saranno critiche». Eh, già. E noi allora cosa stiamo qui a fare?.
Cioè, mica ce l’abbiamo con Nicoletta, sia chiaro. Si sa come va di questi tempi, youtubedipendenti, il corpo non è più un argomento privato, l’esibizionismo è una trasgressione di massa, se ci sono ragazzine che cercano esperienze più grandi di loro spedendo foto hard con il telefonino, figurati se non trovi nonna Abelarda in baby doll, la zia Teresa in top a pelle fetish e Rita Levi Montalcini che vince miss maglietta bagnata. È brutto mettere il dito sulla piaga e anche un po’ sulla ruga: ma c’è un limite a tutto. Finito il tempo della mele, chissà perchè, è cominciato il tempo delle pere decotte. Manca solo che spalanchino l’impermeabile davanti alle scuole e hanno fatto di tutto. A quell’età lì, sessanta e dintorni, e detto con il dovuto rispetto per le signore, la cosa più eccitante che puoi fare a letto è cambiare le federe. Invece loro no. Si esibiscono smutandate, non sanno resistere al gusto supremo del mostrarsi al pubblico, di essere al centro dell’attenzione e godersela, anche se vederle così inguaribilmente scostumate è come ritrovare un antichissimo reperto miceneo con su scritto viva la fuga. Commuove, ricorda ma non è più.
Di certo le tardona da combattimento è diventata un’epidemia. Ivana Trump, che fa sessant’anni oggi, si fa paparazzare in spiaggia in bikini e cofana sulla capoccia con il primo rubicondo che passa; Sophia Loren, settantacinque, ha fatto il suo primo calendario un paio di anni fa, il Pirelli, mica il calendario delle Ciospe, «e più bella di me c’è soltanto la Madonna» che poi sarebbe quasi sua coetanea; Grace Jones, sessanta, esibisce ancora in concerto tricipiti punk, cranio rasato e silhouette metallica, unica differenza rispetto a una trentina di anni fa, il figlio Paulo che suona i bonghi e che magari una bella botta farebbe bene a darla anche a mammà.
I seni gloriosi sono diventati rami secchi dell’economia, ma nessuna ha voglia di prendersi tempo per un’altra vita, di imboccare la strada della normalità. Marina Ripa di Meana, sessantasei, perfettamente conservata al museo di Ninive, ha posato senza nemmeno il cappellino in testa per Diva e Donna. Laureen Hutton, sessantadue, si è fatta immortalare in versione restaurata sulla rivista Big, lussuoso magazine di design, era la bionda che faceva impazzire Richard Gere in American Gigolò, adesso fa impazzire i nipoti «vai, nonna, vai e fagliela vedere...», l'hanno incoraggiata, quei piccoli bastardi.
Sia chiaro. Non è che non ci piace la nonna sexy. A noi per esempio fa impazzire Nora Hardwick che a 102 anni si è spogliata per un calendario fatto apposta per raccogliere fondi per la squadra di calcio del suo paese l'Ancaster Athletic. Si è fatta fotografara dietro il bancone del pub, con indosso solo un foulard rosa, per farsi coraggio si è buttata giù un bel whiskino. È Miss Novembre.