Signore contro ragazze

Daniela Fedi Lucia SerlengaLe donne inseguono le ragazze, da sempre. Ma oggi non hanno più il fiato corto perché non si sentono museo e neppure liceo ma semplicemente hanno voglia di essere felici. Alle ragazze e alle donne di oggi, entità diverse eppure potenti, pensano con la stessa maestria due grandi della moda internazionale: Giorgio Armani e Donatella Versace. «Ci sono consumatrici che non amano la forma violenta del nuovo e quelle che non aspettano altro: difficile averne un conto preciso» spiega Armani a margine della sfilata Emporio. Nel dubbio la strada migliore è quella di un sano equilibrio. «Per fortuna anche le settantenni amano la modernità purché plausibile e aggiornata» sostiene re Giorgio prendendo le distanze dalla ricerca spasmodica e schierandosi dalla parte di una moda giovane senza giovanilismi, sensuale senza il sexy, originale senza stravaganze a tutti i costi. Insomma bocciato il famolo strano ma anche l'immobilismo che talvolta paralizza le donne in una sorta di uniforme-prigione fatta di piumino, leggings, tronchetto con tacco grosso e occhiali neri. «Voglio dare un tocco più femminile a questa signora-ragazza che deve ritrovare la voglia di vivere» aggiunge il designer convinto che sia utile stare alla larga dagli stampati violenti, dal caos delle sovrapposizioni, dall'eccesso delle trovatine ammiccanti. A buon intenditrice una collezione Emporio che mostra la precisa volontà di uscire dal tweed e dal banale, che si arma di segni digitali - dallo smile sezionato ai graffiti in colori pop - che aggiorna le forme con piccole tute-pantaloni e gonne mini ma mai micro. Il linguaggio del classico cambia ma non annulla le certezze delle belle giacche e del cappotto di panno dal taglio asciutto e plastron di paillette. Le più ardite possono anche osare alcuni pezzi in lucente vinile nero, un materiale tornato di moda ma da usare q.b. come nelle buone ricette di cucina. Energica come dev'essere una vera donna l'immagine forte e incisiva della donna immaginata da Donatella Versace che ha scelto di mandare in passerella le top Gigi Hadid, Adriana Lima, Mariacarla Boscono per dimostrare che anche le dee possono lasciare l'Olimpo per essere donne autentiche, forti e decise, capaci di battere il pugno sul tavolo quando occorre senza ricorrere all'arma spudorata e scontata del sex appeal per affermarsi. Tradotta in moda, quest'operazione concettuale ha mostrato come sia possibile, con mano felice, trattare il tema delle sovrapposizioni, dell'ecletticità degli abiti percorsi da zip, della bellezza dei cappotti tutti ad alto tasso di fruizione, dell'eleganza ergonomica studiata per facilitare la dura quotidianità. «Le donne devono correre e per questo le ho fatte scendere dai tacchi troppo alti» ha detto la bionda signora mostrando la solida sicurezza dei nuovi tacchi metallici con suole in memory foam e struttura di titanio. Ma anche il lato bello dell'oversize nel biker di pelle rosa, la beata normalità dei pantaloni filiformi, la bellezza delle camicie stampate. Tutto portabilissimo e molto reale. Come le donne di oggi.