Il signore della moda sta scegliendo l’erede

Dopo 45 anni di mestiere, l’uomo della «grande V» sta puntando un venticinquenne di talento. Il suo nome è Christopher Kane

da Parigi

Giancarlo Giammetti, storico socio e braccio destro di Valentino, era particolarmente in forma ieri mattina al backstage della sfilata che ha incantato Parigi.
«Nel 2007 Valentino compie 45 anni di creatività e per celebrare quest'importante ricorrenza faremo una festa itinerante che partirà da Parigi in luglio passando per San Pietroburgo e toccherà Roma solo se riusciremo a metterci d'accordo con il Comune» ha detto il manager. Subito dopo ha aggiunto: «Veltroni mi pare più interessato al cinema che non alla moda» scatenando le immediate reazioni del vicesindaco Maria Pia Garavaglia che, raggiunta telefonicamente dalla Ville Lumière, ha replicato: «Noi siamo disposti a dare qualsiasi spazio della Capitale, sono loro che hanno preferito Parigi».
Ci sarebbe di che montare una polemica in grande stile, ma Giammetti non ci sta. E fa un discorso tanto obbiettivo quanto capace d'offrire spunti di riflessione sul futuro della moda in generale.
Perché i grandi marchi italiani preferiscono festeggiare la loro storia sulle rive della Senna?
«Parigi funziona meglio di Roma dal punto di vista logistico. E poi in Italia c'è una specie di timidezza verso la moda che qui non hanno. Per esempio tra una settimana il Beaubourg ospiterà la festa per i 40 anni di Benetton, mentre noi abbiamo chiesto la galleria d'arte moderna di Roma sentendoci dare risposte troppo vaghe per organizzare un evento di risonanza mondiale».
Le dispiace?
«Moltissimo. Mi chiedo perché dovrei fare il museo di Valentino a Londra oppure a Parigi visto che si tratta di una maison romana. D'altro canto nel centro sfilate sotto la piramide di Pei al Louvre ci sono 6000 metri quadrati che in un baleno ci potrebbero essere messi a disposizione. E possiamo già contare sull'Hermitage per la seconda tappa della festa itinerante».
Dunque non prevede un grande futuro per i creatori nel nostro Paese?
«Non dico questo, ma certo oggi la moda è in mano a potenti macchine finanziarie. E l'alta finanza per sua natura deve avere un respiro internazionale. Per esempio il successo di Gucci ha scatenato la politica delle riesumazioni dei marchi storici. Penso sia un grave errore: non si può far diventare grande uno stilista solo perché ha bisogno di far parlare della griffe. Bisogna puntare sul vero talento e aspettare un po' di tempo prima di dire che c'è un nuovo genio all'orizzonte».
Sta parlando della successione a Valentino?
«Anche. Io non lo spingo a ritirarsi, voglio che decida lui perché di sicuro sarà quello che avrà lo shock maggiore. D'altro canto prima o poi bisognerà prendere delle decisioni».
Vi state allevando qualcuno?
«Ci stiamo guardando in giro. Per esempio c'è un ragazzo di Londra che trovo piuttosto interessante. Si chiama Christopher Kane, ha 25 anni, è appena uscito dalla Saint Martin School e anche se lavora con la sorella in un appartamentino di periferia, i suoi vestiti dimostrano un grande amore per i dettagli couture. Ha veramente un bel senso del glamour».
È per caso il giovane descritto sui siti moda di Internet come nuovo protetto di Donatella Versace?
«Proprio lui. Guardate la sua ultima collezione su www.style.com. E ditemi se non è un nome su cui puntare».