LA SIGNORINA ROTTENMEIER

Ormai, è diventata una rubrica quotidiana. Una sorta di ennesimo tentativo di imitazione della Settimana enigmistica. Per la precisione, una roba a cavallo fra le rubriche «Forse non tutti sanno che» e «Strano, ma vero».
Perchè non passa giorno senza che la giunta di centrosinistra che governa la Regione Liguria regali una perla ai suoi osservatori più attenti. La più attenta di tutti, in particolare, è la nostra Paola Setti, che è una specie di signorina Rottenmeier della Sala Verde di via Fieschi. Per chi non lo ricordasse, la signorina Rottenmeier era la terribile governante della casa di Heidi, severissima e rigorosissima, che non ne lasciava passare una alla povera bimba a cui sorridevano i monti e le caprette facevano ciao. E la signorina non risparmiava nulla nemmeno agli amici della povera bimba dalle gote rosse.
Ecco, ve ne sarete certamente accorti. La Setti è così: perfettina, petulante e professionalmente implacabile; non ne lascia passare una. Burlando si mette le dita nel naso? Subito pronta a castigarlo. Montaldo non è invitato a cena? All’indice, con tanto di perfidia nello spiattellare il menù a base di bolliti e mostrarda, così impara. Pittaluga e Rifondazione litigano tutto il giorno? Ecco, sul Giornale di Genova e della Liguria di oggi, tutta la rissa minuto per minuto. E si potrebbe continuare per pagine.
Il problema è che non è colpa sua, poveretta. Il problema è che i campioni dell’Unione al pesto, le danno da scrivere moltissimo. E ribadiamo una volta di più: molti di questi pasticci sono firmati dagli uomini migliori del centrosinistra. Figuratevi gli altri.
L’ultimo capolavoro è firmato da Rifondazione comunista, che la domenica vota la fiducia sulla manovra e il martedì si ribella alla manovra. Mancano notizie sulla posizione che i consiglieri bertinottiani avevano deciso di tenere lunedì. Sguinzaglieremo la Rottenmeier.