A Sigonella 1.300 villette Usa La sinistra: governo impazzito

Nuovi alloggi per i soldati americani. Parisi imbarazzato: ma i militari non aumentano

Roma - Francesco Cossiga «non si meraviglia», perché «Sigonella è una base per la proiezione delle forze Usa sull’Africa settentrionale o sul Medioriente». La rifondatrice Elettra Deiana, invece, è furibonda: «Il Paese sta diventando una portaerei americana». La comunista Manuela Palermi si chiede se «il governo è impazzito o si stia lucidamente tentando un cambio di maggioranza», e parla già di Unione a rischio, visto che «la nostra pazienza ha un limite».
Se la base Nato di Vicenza raddoppia, quella di Sigonella triplica. Almeno nelle strutture logistiche. La sinistra radicale insorge, il ministro Parisi fa diramare un’imbarazzata nota ufficiale, il capo dei deputati prc, Gennaro Migliore, si chiede che cosa stia «cambiando» e come mai ci sia bisogno di tanti militari americani in Italia, «più che nella guerra fredda». Il senatore Francesco Martone vorrebbe sapere se per caso «Prodi oramai non concordi con la politica del Pentagono che fa delle basi italiane il trampolino di lancio per la guerra permanente, rapida e veloce». E molti (Rosy Bindi compresa) invocano la convocazione della conferenza nazionale sulle servitù militari, per ridiscutere la collocazione di tutte le basi.
La notizia che mette alle corde l’Unione è contenuta in un’interrogazione (la n. 4/01919) presentata dalla deputata Deiana l’11 dicembre scorso. «Sono due mesi che attendo risposta - lamenta -: presto 670mila metri cubi di cemento invaderanno aree sottoposte a vincolo paesaggistico e archeologico, con danni incalcolabili per l’ambiente. L’ennesimo schiaffo alla sovranità dell’Italia, la dimostrazione che Vicenza non è un caso isolato e il programma è carta straccia». Intanto le organizzazioni pacifiste sono già sul piede di guerra, e preparano manifestazioni a partire dal 3 febbraio. Ieri il ministero della Difesa ha cercato di lavarsene le mani. Una nota ufficiale spiega che «la notizia è destituita di ogni fondamento» in quanto «l’entità del personale militare straniero presente è definita e autorizzata dagli accordi bilaterali... e non vi è stata alcuna richiesta di variazione. L’eventuale costruzione di nuovi alloggi per il personale già autorizzato, se non situati sul demanio militare e se non destinati in alcuna parte ad attività operative, rientra nella politica logistica di sostegno al proprio personale da parte delle Forze ospitate... Tali iniziative possono realizzarsi... senza il coinvolgimento della Difesa». Attorno alla base (che contiene una sessantina di testate nucleari, ha confermato Cossiga) dovrebbero essere costruite entro il gennaio 2008 circa 1.300 villette in grado di far posto a 6.800 militari Usa, più di tre volte quelli che dovrebbero arrivare alla «Ederle due» di Vicenza. Destinate però ai familiari dei marines. Secondo l’interrogazione, i lavori sarebbero ormai imminenti, visto che il 18 aprile scorso il consiglio comunale di Lentini ha già approvato la variante al piano regolatore sulla base di un progetto presentato due mesi prima dalla società Scirumi srl di Catania (costituita dalla Meltauro Costruzioni di Vicenza e dalla Cappellina srl della famiglia dell’editore Ciancio Sanfilippo).
La questione rischia di esasperare anche la battaglia su Vicenza, per la quale il governo riferirà in Parlamento martedì. Ma ha annunciato che vuole «farsi carico dei rilievi rappresentati dalle Istituzioni locali», avendo già in precedenza giudicato «non irrilevanti le obiezioni avanzate da una parte significativa della comunità locale». Come si è giustificato ieri il ministro Giulio Santagata, il governo aveva trovato la richiesta americana «compatibile» con la politica estera e della difesa, ma si era rimesso a un «pronunciamento esplicito» del Consiglio comunale, arrivato il 26 ottobre scorso.