Sigue Sigue Sputnik, icone anni ’80

Luca Testoni

Oggi, al Transilvania Live di via Paravia 59 (dalle 21, ingresso 15 euro), sono di scena i Sigue Sigue Sputnik, in abbinamento con i Krisma. Cartellone alla mano, Milano concentra nel fine settimana alcune tra le icone della musica pop (e dintorni) degli anni Ottanta.
La palma di formazione più trash di quel decennio, al momento al centro di uno scatenato revival, spetta di diritto proprio ai Sigue Sigue Sputnik.
L'idea era stata di Tony James. Fuoruscito dai Generation X di Billy Idol, tra le band storiche del primo punk inglese, il bassista, che aveva suonato anche con Mick Jones dei Clash nei London SS (e ora sono di nuovo al lavoro insieme nel progetto Carbon/Silicon), prese a prestito il nome da una gang di strada dell'allora Unione Sovietica e mise in piedi un eccentrico «circo fanta-futuristico» alla Blade Runner per poi suonare una sorta di disco-rock'n'roll prodotto nientemeno che da Giorgio Moroder.
Gli inglesi ottennero il quarto d'ora di fama nel 1986 (con Love Missile F1-112 dall'album Flaunt it, passato alla storia per gli intermezzi pubblicitari tra un brano e l'altro) ma[NOTE][/NOTE], complice il pubblico disprezzo della stampa d'Oltremanica[NOTE][/NOTE], l'oblio arrivò altrettanto velocemente.
Chi li dava per morti e sepolti ha dovuto ricredersi, dopo averli rivisti in azione dal vivo un paio di anni fa. L'effetto déjà vu (con tanto di look anacronistico: ciuffi rockabilly, parrucche fucsia e canotte stracciate) è assicurato. Anche se il rock'n'roll elettronico, bizzarro e glam degli esordi si è inevitabilmente aperto a sonorità più techno-industrial.
[NOTE][/NOTE]«La storia dimostrerà che noi eravamo una fonte di ispirazione originale. Anzi sono sempre più convinto che noi avevamo una visione chiarissima di come Elvis avrebbe suonato in futuro», dichiara convinto James.[NOTE]
[/NOTE]Ad aprire le danze i Krisma, pionieri di tanta trasgressione applicata al pop italico.