Sigur Ros da sonnifero

Va bene che sono chic. Va bene che se dici Sigur Ros allora ti considerano un intenditore. Ma questo disco della band islandese è una contraddizione in termini. Si intitola Valtari, ossia «rullo compressore». Però rischia l’effetto sonnifero. Specialmente nella seconda parte. Da Dauðalogn in avanti, la voce di Jonsi va in vacanza, i ritmi rallentano, chitarra e batteria cadono in letargo e tutto è noiosamente ambient. Non ci sono più i Sigur Ros di una volta. O forse hanno solo preso un po’ di valium.